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Sassari: Presentate 70 domande ammissibili per i 27 alloggi destinati al progetto di housing sociale nel centro storico

Redazione 5 Febbraio 2026 0 commenti
Housing_sociale-sassari

96 domande arrivate, 70 delle quali ritenute ammissibili, per 27 alloggi. Sono i numeri della graduatoria per l’assegnazione delle abitazioni comunali destinate in particolare alla “fascia grigia”, ossia a quella fascia di persone che posseggono un reddito troppo basso per accedere al libero mercato immobiliare ma troppo alto per avere diritto a una unità di edilizia residenziale popolare. E sono quegli stessi numeri a dire che il percorso innescato dal settore Politiche della casa del Comune di Sassari prende piede. Attivato durante lo scorso mandato amministrativo grazie all’impulso del Pinqua, il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, oggi il processo che ruota attorno alla rigenerazione sociale del centro storico attraverso la ricostituzione di una nuova comunità residente è uno dei punti di forza della grande scommessa fatta dall’amministrazione Mascia, che vuole così restituire centralità alla Città Vecchia e da lì investire nella rinascita dell’intero territorio comunale e metropolitano.

«Il fatto che il 73% delle domande arrivate siano ammissibili ha almeno tre significati», commenta l’assessora alle Politiche per la casa, Patrizia Mercuri. «Da un lato significa che il lavoro fatto dagli uffici per individuare più precisamente la fascia grigia, incrociando i parametri più diffusi a livello nazionale con il contesto locale, ha fatto centro e ora i bandi sono tarati con grande precisione», spiega. «D’altro canto un dato del genere ci restituisce la convinzione che anche le persone inizino a prendere contezza con maggiore chiarezza di cosa significhi housing sociale e zona grigia – prosegue Mercuri – e quale sia il disegno entro cui questa iniziativa si inserisce». Non solo. «In poco più di un anno siamo passati da un bando andato pressoché deserto a un bando con una risposta straordinaria, nel numero e nella corrispondenza al target indicato dal bando», argomenta l’assessora per sottolineare che «evidentemente il lavoro di animazione fatto in tutto questo periodo, tra incontri pubblici, campagne di comunicazione e attività di sportello, ha permesso al processo di housing sociale di essere diventato una sfida accolta dalle sassaresi e dai sassaresi».

L’attuale graduatoria è provvisoria: la sua pubblicazione, obbligatoria per dieci giorni, avvia la fase in cui tutti i partecipanti possono, entro ulteriori sette giorni, presentare motivato ricorso in opposizione al punteggio attribuitogli. Solo in seguito a questi passaggi la graduatoria diventerà definitiva. Ma al di là di questo, sono ancora i numeri contenuti nelle domande ammesse a fornire alcuni interessanti elementi, che consentiranno al Comune di Sassari di tarare con ancora maggiore precisione lo strumento dell’housing sociale rispetto alla conformazione della fascia grigia per come si va via via delineando. Emerge per esempio che in trenta casi su settanta le domande sono state presentate da persone che vivono da sole, mentre in altri diciotto casi si tratta di coppie senza figli. In sei casi si tratta di coppie con un figlio maggiorenne, e in altri quattro di coppie con un figlio minorenne. Ci sono poi tre coppie con due figli maggiorenni, una coppia con un figlio maggiorenne e uno minorenne, cinque con due figli minorenni, due con tre figli maggiorenni e una con quattro figli minorenni. «L’analisi di questi numeri può essere utile da un lato per individuare nel patrimonio immobiliare disponibile le unità più funzionali alle esigenze reali – riflette ancora Patrizia Mercuri – ma anche per immaginare il bisogno di politiche e di strumenti che incentivino la genitorialità e stimolino un’inversione di tendenza dal punto di vista demografico».

Non è secondario l’obiettivo del Comune di riqualificare in questo modo anche l’assetto urbanistico e architettonico di una porzione di città troppo a lungo tenuta ai margini dei processi socio-economici. È il caso dell’ex Turritania, che attraverso questo bando conoscerà i suoi prossimi inquilini e potrà presto brindare alla fine di un’odissea che ha attraversato per intero diversi lustri amministrativi, «Prende corpo il primo progetto pubblico di housing sociale a Sassari», sottolinea il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia. «Vogliamo migliorare l’aspetto, la funzionalità e la qualità di vita del centro storico col recupero e la riqualificazione di spazi degradati o sottoutilizzati, da restituire alla città per migliorare la qualità di vita dei residenti, creare nuovi servizi, aumentare la sicurezza, promuovere la partecipazione e favorire nuove opportunità di lavoro e di sviluppo», prosegue. «A breve il centro storico sarà interessato da attività e interventi di rigenerazione urbana che ne cambieranno l’aspetto e la vivibilità – aggiunge Mascia – l’housing sociale concorre all’obiettivo, proprio a iniziare dall’ex Hotel Turritania: chiudiamo partite aperte da troppo tempo e guardiamo avanti con nuovo entusiasmo e nuove idee».

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