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Ricostruzione mammaria, all’Aou di Sassari una tecnica innovativa con matrice P4HB

Redazione 24 Maggio 2026 0 commenti
Trignano durante un congresso

Una tecnica innovativa per la ricostruzione mammaria dopo mastectomia con tempi di recupero più rapidi e risultati estetici più stabili nel tempo. È quella sviluppata e applicata nell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari attraverso l’utilizzo verticale della matrice biosintetica in P4HB, un materiale di nuova generazione che agisce come una sorta di “reggiseno interno” a sostegno della protesi mammaria.

L’Aou di Sassari è un centro che utilizza questa metodica, con una casistica di circa 65 pazienti trattate negli ultimi due anni. Un’esperienza che ha richiamato l’attenzione della comunità scientifica e che ha portato a Sassari chirurghi plastici, direttori di strutture complesse e docenti universitari provenienti da tutta Italia per la prima masterclass dedicata alla nuova tecnica ricostruttiva.

La tecnica, sviluppata da Emilio Trignano, responsabile della struttura semplice di Microchirurgia ricostruttiva e direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica all’Università di Sassari, è stata adottata dalla struttura complessa di Chirurgia plastica dell’Aou di Sassari diretta da Corrado Rubino, in stretta collaborazione con la Breast Unit diretta da Alessandro Fancellu.

La novità principale riguarda il posizionamento della protesi davanti al muscolo pettorale, e non più sotto il muscolo come avviene nelle tecniche tradizionali. Questo consente di evitare il sollevamento del muscolo, riducendo dolore post-operatorio, tempi di ricovero, rischio di sanguinamento e discomfort legati al drenaggio.

«Questa matrice – spiega Trignano – funziona come un supporto interno, come un vero e proprio reggiseno (“internal-bra”) capace di contenere il peso della protesi e favorire una ricostruzione più naturale. Inoltre, la possibilità di rimuovere precocemente il drenaggio garantisce un ritorno più rapido alla quotidianità».

La matrice in P4HB rappresenta uno dei materiali più innovativi oggi disponibili nella chirurgia ricostruttiva. Si tratta di un supporto biosintetico riassorbibile che crea una sorta di impalcatura interna, capace di integrarsi rapidamente con i tessuti e di sostenere meccanicamente la protesi.

Per l’Aou di Sassari si tratta di un risultato che conferma il ruolo dell’azienda come centro di riferimento per la chirurgia senologica e ricostruttiva.

«Questa esperienza dimostra come l’innovazione possa tradursi concretamente in un beneficio per le pazienti – dichiara la direttrice sanitaria dell’Aou di Sassari Lucia Anna Mameli – La capacità dei nostri professionisti di sviluppare e condividere tecniche avanzate rafforza il ruolo dell’Azienda ospedaliero universitaria come luogo di cura, ricerca e formazione. È un risultato che valorizza il lavoro multidisciplinare della Breast Unit e conferma l’importanza di investire in competenze, tecnologie e percorsi assistenziali sempre più moderni».

Alla masterclass hanno partecipato direttori di strutture complesse e professori ordinari provenienti da diversi centri italiani, tra cui Padova, Siena, Trieste, Brescia, Catania, Trento, Pisa, Bari e Udine. Presente anche Franco Bassetto, presidente della Società italiana di Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica e Sandra Van Gulender, arrivata dal Belgio per approfondire le caratteristiche della matrice P4HB.

La prima giornata, dedicata agli approfondimenti scientifici, si è svolta con relazioni e confronto multidisciplinare sulla chirurgia senologica e ricostruttiva. La seconda giornata si è svolta nel blocco operatorio della Stecca Bianca, dove sono stati eseguiti due interventi di ricostruzione mammaria su pazienti oncologiche. Gli interventi sono stati trasmessi in diretta in aula, consentendo ai partecipanti di seguire le diverse fasi operatorie e interagire con l’équipe chirurgica.

Durante la live surgery sono stati affrontati due differenti casi clinici: una quadrantectomia eseguita secondo tecnica di mastoplastica riduttiva e una ricostruzione mammaria con utilizzo di lembo di gran dorsale in esiti di mastectomia. In entrambi gli interventi la matrice in P4HB è stata utilizzata per fornire supporto strutturale e migliorare il profilo estetico della ricostruzione. Gli interventi hanno visto il lavoro integrato della Breast Unit dell’Aou di Sassari: la fase demolitiva, con la mastectomia, è stata eseguita dall’équipe senologica guidata da Alessandro Fancellu con Giuliana Giuliani, la fase ricostruttiva è stata eseguita da Emilio Trignano con Anna Manconi.

«Il valore di questa esperienza – sottolinea Corrado Rubino – sta nella capacità di offrire alle pazienti un percorso completo, dalla diagnosi al trattamento chirurgico fino alla ricostruzione. L’integrazione tra chirurgia senologica e chirurgia plastica consente di mettere al centro la donna, non solo dal punto di vista oncologico, ma anche sotto il profilo della qualità della vita e del recupero dell’immagine corporea».

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