Il contrasto agli illeciti ambientali, unito al monitoraggio costante, ha permesso inoltre di arginare i fenomeni di degrado legati all’abbandono indiscriminato o al conferimento difforme dei rifiuti nelle aree extraurbane o periurbane. Con l’avvio ufficiale della stagione ad alto rischio incendi, l’apparato dei Barracelli ha proiettato la propria capillarità sul fronte della prevenzione e repressione dei roghi, con personale spesso formato dal GAUF del Corpo Forestale. Le Compagnie aderenti al Coordinamento sono operative per l’antincendio già dal 15 maggio, garantendo una copertura anticipata e continuativa sul territorio ben prima dell’arrivo del picco estivo.
Il Corpo ha collaborato strettamente con le forze di polizia dello Stato, in particolare con l’Arma dei Carabinieri, con la quale le Compagnie condividono un legame secolare. Nell’esercizio delle loro funzioni, i Barracelli hanno contestato diverse sanzioni amministrative per il mancato rispetto delle prescrizioni regionali sugli abbruciamenti di stoppie, bloccando sul nascere condotte potenzialmente pericolose.
Senza il contributo dei Barracelli, l’intera macchina della campagna antincendio regionale andrebbe incontro a una crisi totale e immediata. Per rendersi conto dell’entità di questo supporto, basterebbe ascoltare ogni giorno le comunicazioni radio di inizio servizio con le Sale Operative Provinciali del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. I dati parlano chiaro: in quelle frequenze, le Compagnie dei Barracelli rappresentano quotidianamente una quota rilevante e strategica del personale operante sul terreno, garantendo numeri e una prontezza d’intervento.
Sulla base di quanto previsto dall’Ordinanza Balneare della Regione Autonoma della Sardegna, anche le attività di vigilanza balneare e di tutela degli ecosistemi costieri hanno subito una netta accelerazione per difendere i litorali sensibili dal pesante carico antropico estivo. Il contrasto alla sosta selvaggia nelle aree naturali di maggior pregio impegna ogni giorno numerose pattuglie nel controllo delle zone costiere, per arginare il transito e il parcheggio abusivo a ridosso di dune, aree boscate e macchia mediterranea.
L’azione di sorveglianza si è parallelamente estesa alla tutela della flora e delle spiagge, con servizi specifici mirati a prevenire e scoraggiare il furto di piante protette e sabbia da parte dei primi flussi turistici stagionali.
Il mese di giugno ha segnato una svolta cruciale anche per il potenziamento degli organici e per le riforme istituzionali, grazie all’arruolamento di numerosi giovani, sia uomini che donne, che hanno consolidato e ringiovanito molti Comandi. L’ammodernamento dei mezzi e delle attrezzature – forte dei finanziamenti degli anni passati pari a 17 milioni di euro – ha visto l’introduzione di nuovi veicoli, auto e moto, che hanno potenziato i parchi auto locali.
Sotto il profilo legislativo, l’evento più significativo è rappresentato dalla Proposta di Legge n. 212 del 24 giugno 2026, presentata in Consiglio Regionale per una riforma organica del settore. Il testo mira a superare la vecchia normativa del 1988, chiarendo definitivamente lo status giuridico dei Barracelli, stabilendo protocolli operativi moderni e riconoscendo formalmente, dopo quasi quarant’anni, il loro ruolo strategico e professionale come pilastro insostituibile di polizia rurale e presidio sussidiario di sicurezza per le aree extraurbane della Sardegna.

