“Una spesa spropositata soprattutto se messa in relazione a quelle di altre Regioni italiane ben più popolose della nostra. Il risultato è questo, 328 milioni di euro in 24 mesi. Ben oltre la spesa sanitaria Lombarda. Considerando che comunque i problemi restano e creano una situazione esplosiva, direi che il dramma è vicino e si presenta, finalmente, in tutto il suo pericoloso aspetto”. E’ quando denuncia l’on. Francesca Masala, consigliera regionale di Fratelli d’Italia.
“I gettonisti – prosegue – smettono la loro funzione a partire dal 1 luglio, semplicemente i loro contratti si spegneranno e nessuno sarà in grado di sostituirli a breve. Questo il risultato della volontà di esternalizzare l’impossibile da parte delle amministrazioni Regionali negli ultimi 15 anni. Ora Todde intende ricorrere ai contratti a tempo determinato per i medici, come se un medico fosse un bagnino, con gran rispetto per i bagnini i quali, a loro volta , salvano delle vite umane”.
“La sanità sarda è l’emblema di un fallimento annunciato e nulla potrà più salvarla se non un intervento immediato di investimento totale delle risorse a disposizione di ogni bilancio regionale da qui a chissà quando e un piano di riforma strategico e innovativo. Todde parla anche di incentivi: troppo tardi, grazie. Lo vada a dire a quelli che vanno in ferie o in pensione e non hanno i sostituti”.
“Nel Nord Sardegna – sottolinea Francesca Masala – gli ospedali più esposti al rischio di chiusura per effetto della fine contrattuale dei medici a gettone sono la maggior parte. Ovvero quelli che son ricorsi in maniera più massiccia al sistema dell’esternalizzazione del servizio. Soprattutto per quanto concerne il servizio del pronto soccorso. Tra questi l’ Ospedale Civile di Ozieri, uno dei casi più citati. Il responsabile del Pronto soccorso, Luca Pilo, ha parlato pubblicamente del rischio concreto di non riuscire a garantire i turni senza i medici a gettone. Ospedale Dettori di Tempio Pausania, tra le sedi che hanno utilizzato in misura più significativa i gettonisti e che rientrano tra quelle considerate più fragili. Poi vi è Alghero e l’ Ospedale Segni di Ozieri”.
“Paradossalmente il Santissima Annunziata di Sassari è meno esposto al rischio di sospensione del Pronto soccorso rispetto agli ospedali periferici, ma soffre comunque di una grave carenza di personale, sovraffollamento e lunghi tempi di attesa. Il problema è soprattutto organizzativo e di organico, non tanto la chiusura del servizio”.
“Insomma – prosegue la consigliera regionale di FDI – l’intero sistema è in ostaggio e la Presidente Todde parla di ‘non cedere al ricatto’ dei gettonisti ma, aggiunge pragmatica, se non proprio ‘strettamente necessario’. Siamo alla rappresentazione di un dramma travestito da commedia che rischia di portarci tutti sul baratro. Ma a quanto pare nessuno coglie la vera entità del problema”.
“Intanto – conclude l’on. Francesca Masala – mentre intere pagine dei quotidiani riportano la preoccupante situazione documentata, l’ufficio stampa della Presidente Todde si sbraccia a mandare comunicati e punti stampa di recupero e smentita che ormai hanno sempre più il senso tradizionale del patetico di chi si improvvisa arrampicandosi sugli specchi”.

