“Bene che la presidente Todde richiami l’insularità e la necessità di maggiori risorse per superare gli svantaggi strutturali della Sardegna. È una battaglia che condividiamo e sulla quale i Riformatori Sardi lavorano da tempo. Ma proprio perché parliamo di una questione decisiva per il futuro dell’Isola, alle dichiarazioni devono seguire proposte concrete. E quando Todde chiede al Governo di convocare un tavolo per la revisione dello Statuto, è legittimo domandarsi quale lavoro abbia già fatto la sua Giunta per rafforzare l’autonomia della Sardegna”. Lo dichiara Aldo Salaris, consigliere regionale dei Riformatori Sardi.
“Sull’autonomia abbiamo indicato da tempo una strada concreta per dare alla Regione maggiori strumenti e rendere effettive competenze che possono incidere direttamente sulla vita dei cittadini attraverso le norme di attuazione dello Statuto. Nel febbraio 2025 – sottolinea Salaris – abbiamo portato in Consiglio regionale proposte precise su acqua, energia, trasporti e beni culturali. Abbiamo chiesto di passare dalle parole ai fatti, individuando le competenze da rafforzare e avviando un confronto istituzionale fondato su obiettivi concreti”.
“La nostra mozione è stata respinta – rimarca l’esponente dei Riformatori – e Todde non può presentarsi oggi come se la partita dell’autonomia dipendesse esclusivamente dalla disponibilità del Governo, come se alla Giunta regionale non spettasse anche il compito di lavorare per esercitare le proprie prerogative. La specialità sarda non si rafforza con la contrapposizione politica, bensì con il lavoro istituzionale, con le norme, con le proposte e con i risultati”.
“Le norme di attuazione rappresentano uno strumento fondamentale per rendere effettive le competenze previste dallo Statuto e costituiscono una strada concreta da percorrere, senza attendere che si completi un processo di revisione statutaria necessariamente più complesso. Per questo chiediamo alla presidente di chiarire quali proposte la Giunta abbia elaborato e sottoposto al Governo, su quali materie abbia chiesto di intervenire e quali risultati abbia ottenuto finora. A Roma per un confronto bisogna arrivarci con un lavoro preparatorio serio – conclude Salaris – obiettivi definiti e richieste precise”.

