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Perché non dobbiamo avere paura del nucleare

Antonello Sassu 12 Maggio 2026 0 commenti
Centrale nucleare

Quando si parla di energia nucleare, il pensiero corre subito a esplosioni, radiazioni e catastrofi. Il Novecento ha associato l’atomo alla distruzione, dai Bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki fino agli incidenti di Disastro di Chernobyl e Disastro nucleare di Fukushima. Eppure, il nucleare civile non è un’arma: è una delle tecnologie energetiche più potenti ed efficienti mai sviluppate.
La forza del nucleare deriva da un principio fisico semplice ma straordinario: E = mc^2

Una piccola quantità di materia può produrre enormi quantità di energia. Questo permette alle centrali nucleari di generare elettricità continua usando quantità minime di combustibile, con emissioni di CO₂ molto basse rispetto a carbone e petrolio.

Oggi nel mondo sono operative circa 440 centrali nucleari distribuite in oltre 30 Paesi, e il nucleare fornisce circa il 9% dell’elettricità globale.
Ed è proprio questo uno dei punti centrali del dibattito moderno: il nucleare rappresenta una delle poche fonti energetiche capaci di garantire grande produzione di energia senza contribuire in modo significativo al cambiamento climatico. A differenza delle fonti fossili, non immette nell’atmosfera enormi quantità di anidride carbonica o polveri sottili.

Anche sul piano della sicurezza, la percezione pubblica spesso non coincide con i dati reali. Gli incidenti nucleari sono rari e hanno segnato profondamente l’immaginario collettivo proprio per la loro eccezionalità. Tuttavia, le centrali moderne possiedono sistemi di sicurezza molto più avanzati rispetto al passato. Inoltre, l’inquinamento prodotto da carbone e petrolio provoca ogni anno molte più vittime attraverso malattie respiratorie e contaminazione ambientale.

La radioattività stessa viene spesso percepita come qualcosa di misterioso e innaturale, quando in realtà conviviamo ogni giorno con materiali radioattivi. Negli ospedali di tutto il mondo vengono effettuate oltre 50 milioni di procedure di medicina nucleare all’anno, utilizzando isotopi radioattivi per diagnosi e terapie contro tumori e altre malattie. Più di 10.000 ospedali impiegano regolarmente radioisotopi come il tecnezio-99m, usato nell’80% circa degli esami di medicina nucleare.

Anche molte marine militari utilizzano reattori nucleari su sommergibili e grandi navi da guerra. Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito impiegano da decenni sottomarini nucleari capaci di restare in mare per mesi senza rifornimento. Centinaia di reattori navali sono stati utilizzati nel mondo dagli anni Cinquanta a oggi, dimostrando come la tecnologia nucleare possa essere controllata e gestita in ambienti estremamente complessi.

Esistono certamente problemi da affrontare, come la gestione delle scorie radioattive, ma il loro volume è relativamente contenuto e viene controllato con criteri rigorosi. Le scorie dei combustibili fossili, invece, vengono disperse direttamente nell’ambiente e nell’atmosfera.

Per questo il dibattito sul nucleare dovrebbe uscire dalla paura emotiva e diventare una discussione basata su dati scientifici, sicurezza energetica e necessità ambientali. Nessuna tecnologia è priva di rischi, ma il nucleare non è il mostro apocalittico spesso descritto. Può invece essere uno strumento importante per garantire energia, ridurre le emissioni e costruire un futuro più sostenibile.

Antonello Sassu
Docente scuola secondaria secondo grado

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