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Quando la guerra era davanti ai miei occhi

Antonello Sassu 29 Giugno 2026 0 commenti
Guerra

Nel 1982 partecipai a una missione della NATO nel Mediterraneo. Erano anni difficili, anni in cui il mondo viveva sotto l’ombra della Guerra Fredda e la possibilità di un conflitto tra Est e Ovest non apparteneva alla fantasia, ma alla realtà quotidiana.
Ricordo ancora con chiarezza quel momento. Eravamo in acque internazionali e davanti a noi, all’ancora, sostava una flotta del Patto di Varsavia. Navi militari schierate, silenziose, immobili. Nessuno sparava, nessuno minacciava apertamente l’altro, ma la tensione era palpabile. Bastava osservare quelle sagome all’orizzonte per comprendere che la pace non era affatto scontata.

Per molti giovani di oggi la Guerra Fredda è un capitolo dei libri di storia. Per chi l’ha vissuta, invece, era una presenza concreta. Due mondi si fronteggiavano armati fino ai denti, consapevoli che un errore, una provocazione o una decisione avventata avrebbero potuto innescare conseguenze devastanti.

In quel momento compresi qualcosa che non mi ha mai abbandonato: la pace è un bene fragile. Spesso la si considera normale, quasi dovuta. Ci si accorge del suo valore soltanto quando si rischia di perderla.

Negli anni successivi il Muro di Berlino è caduto, l’Unione Sovietica si è dissolta e molti hanno creduto che il rischio di una grande guerra appartenesse definitivamente al passato. Oggi sappiamo che non è così. I conflitti che continuano a insanguinare diverse parti del mondo ci ricordano che la pace richiede impegno, dialogo e responsabilità da parte di tutti.Quando ripenso a quelle navi del Patto di Varsavia ferme nel Mediterraneo, non ricordo soltanto un episodio della mia vita militare. Ricordo una lezione che il tempo non ha cancellato. Ho visto da vicino quanto fosse sottile il confine tra la pace e la guerra. Ho visto come intere nazioni potessero trovarsi sull’orlo di uno scontro senza precedenti.Per questo guardo con preoccupazione a chi parla della guerra con leggerezza, come se fosse uno strumento qualsiasi della politica. La guerra non è mai una soluzione semplice. Dietro ogni conflitto ci sono vite spezzate, famiglie distrutte e generazioni segnate per sempre.

Solo chi ha visto la guerra possibile può comprendere davvero il valore della pace. Io non ho vissuto la guerra combattuta, ma ho visto da vicino quanto fosse vicina. E proprio per questo, ancora oggi, considero la pace il più grande patrimonio che una società possa custodire e tramandare alle nuove generazioni.

Antonello Sassu
Consigliere comunale di Sassari

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