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La Stroke Unit dell’Aou di Sassari premiata con il prestigioso riconoscimento Platino

Redazione 8 Marzo 2026 0 commenti
Premio Platino_equipe STROKE UNIT

La Stroke unit dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari ha ottenuto anche per il quarto trimestre del 2025 il prestigioso premio Platino, nell’ambito degli ESO-Angels Awards, per la qualità dell’assistenza ai pazienti colpiti da ictus e per le elevate performance nelle tempistiche di intervento.

«E’ un piacere comunicarvi che l’Ospedale Santissima Annunziata di Sassari si è classificato come PLATINO nel trimestre Q4 2025 nell’ambito del programma degli ESO-Angels Awards – si legge nella comunicazione inviata dall’Accademia Angels – Questo premio, frutto del Vostro impegno e della Vostra dedizione, è un riconoscimento internazionale della qualità del lavoro da Voi svolto nel migliorare la gestione del paziente con ictus. Dietro ai numeri che vi hanno permesso di raggiungere questo premio ci sono i pazienti».

Il premio Platino viene attribuito ai centri che assicurano tempi estremamente rapidi nella diagnosi e nel trattamento dell’ictus e che rispettano parametri stringenti definiti dalle principali società scientifiche internazionali. Il riconoscimento certifica l’eccellenza del percorso clinico assistenziale garantito dall’équipe sassarese.

«Il nuovo riconoscimento Platino conferma il valore del lavoro quotidiano dell’équipe multidisciplinare della Stroke unit e dell’intera rete ospedaliera coinvolta nella gestione dell’ictus e rafforza il ruolo dell’Aou di Sassari come punto di riferimento per la cura delle patologie cerebrovascolari nel Nord Sardegna», ha dichiarato Serafinangelo Ponti,  direttore generale dell’Aou di Sassari.

«Questo riconoscimento premia il lavoro quotidiano di un’équipe altamente specializzata che opera in sinergia con Pronto soccorso, radiologia diagnostica e interventistica e tutti i reparti coinvolti – ha sottolineato Alessandra Sanna, direttrice della Stroke unit – La rapidità d’intervento è determinante: ogni minuto guadagnato significa salvare cellule cerebrali e ridurre in modo significativo il rischio di disabilità».

La Stroke unit sassarese si distingue in particolare per le tempistiche molto ridotte nell’avvio dei trattamenti di rivascolarizzazione cerebrale, per la presa in carico multidisciplinare immediata del paziente, l’utilizzo delle più avanzate terapie disponibili e il monitoraggio continuo degli indicatori di qualità. «La presa in carico precoce salva la vita – spiega la dottoressa Sanna – In diversi casi recenti, la trombolisi è stata eseguita entro 20 minuti dall’arrivo in ospedale, tempi che rientrano negli standard più elevati previsti dai programmi internazionali».

L’ictus rappresenta oggi la seconda causa di morte e la prima causa di disabilità a livello globale. Secondo lo Stroke Action Plan mondiale, almeno il 90% dei pazienti dovrebbe essere ricoverato in Stroke unit nella fase acuta per migliorare prognosi e qualità della vita. Ogni anno in Sardegna si registrano circa 2.000 ictus e circa 600 pazienti riguardano l’area di riferimento sassarese.

Nel Nord Sardegna la Stroke Unit dell’Aou di Sassari è il principale punto di riferimento per la rete tempo-dipendente e la fase iniziale, in particolare i primi 5 giorni, è determinante per l’esito clinico.

Nonostante l’elevato carico assistenziale, la crescente domanda legata all’invecchiamento della popolazione e alla sempre maggiore possibilità di effettuare trattamenti di rivascolarizzazione, il centro continua a mantenere standard di eccellenza riconosciuti a livello internazionale.

«La degenza in Stroke unit nei primi giorni dall’evento acuto migliora la prognosi indipendentemente dal tipo di trattamento effettuato – evidenzia la direttrice – Il nostro obiettivo è garantire a un numero sempre maggiore di pazienti l’accesso a un setting assistenziale specialistico che consenta cure tempestive, monitoraggio continuo e avvio precoce della riabilitazione».

Come riconoscere i sintomi

Per aumentare le possibilità di recupero è fondamentale che i sintomi dell’ictus vengano riconosciuti tempestivamente, che venga attivato subito il sistema di emergenza e occorre chiamare immediatamente il 118. In questo è fondamentale il ruolo decisivo dei cittadini nel riconoscere i sintomi. Tra i segnali principali: improvvisa debolezza o paralisi di volto, braccio o gamba; alterazioni dell’equilibrio.

La regola FAST

“La regola FAST consente di riconoscere un ictus in pochi secondi. La scala FAST è un acronimo internazionale che permette a chiunque, anche senza competenze mediche, di identificare un possibile ictus – sottolinea la dottoressa Sanna – In particolare, F (Face, Faccia) significa che occorre chiedere alla persona di sorridere: se un lato del viso è “cadente” o la bocca è storta, è un segnale di allarme. A (Arms, braccia) indica che occorre chiedere di sollevare entrambe le braccia: se una non si alza, potrebbe trattarsi di un ictus. S (Speech, Linguaggio) occorre chiedere di ripetere una frase semplice: se il linguaggio è confuso o non comprensibile, occorre agire. T (Time, Tempo) è necessario chiamare subito il 118 (o 112) l’intervento precoce aumenta le possibilità di recupero». 

 Ambulatorio cerebrovascolare

«Vorrei sottolineare infine che abbiamo un ambulatorio cerebrovascolare dedicato in particolare al follow-up dei pazienti con patologie cerebrovascolari – afferma la direttrice della Stroke unit – I pazienti che hanno già avuto un ictus o un’emorragia cerebrale possono accedere alle visite presso questo specifico ambulatorio della Stroke unit: è necessaria l’impegnativa del medico di medicina generale o del neurologo territoriale dove deve essere indicato “Visita neurologica presso ambulatorio cerebrovascolare della Stroke unit” e prendere l’appuntamento attraverso il Cup».

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