“SALVIAMO LA SANITÀ SARDA!”. Con questa frase riportata sugli striscioni affissi nei pressi dei principali ospedali di Cagliari, Carbonia, Iglesias, Olbia e Sassari, CasaPound lancia l’allarme sulla situazione in cui versa la sanità sarda al momento, piagata da una sistematica carenza di mezzi e personale.
“Non è un mistero per nessuno che l’infrastruttura sanitaria della nostra regione si trovi in uno stato di crisi strutturale – dichiara il movimento – azzoppata da scelte politiche scellerate che hanno consegnato i Sardi a uno scenario da terzo mondo.”
“Parliamo di un buco di quasi 500 medici, 1.500 infermieri e oltre 4.000 operatori sanitari – prosegue la nota – Si tratta di una voragine abissale, frutto di decenni di malapolitica e scelte miopi.”
“Non sappiamo su che pianeta vivano i poltronari del Comune e della Regione, ma un cittadino normale che si reca al Pronto Soccorso può aspettare da un minimo di 8 ore ad oltre 15 prima di ricevere attenzione medica. È un’intollerabile bestialità – conclude la nota – che non si intende accettare oltre, specie vista la spremitura fiscale di cui la popolazione è fatta attentissimo oggetto da parte dello Stato-capobastone che ci ritroviamo, perciò continueremo a segnalare il problema con nuove azioni dimostrative, sempre dalla parte dei cittadini”

