“I ringraziamenti alla presidente Todde e all’assessore ai Trasporti Barbara Manca sono doverosi. Dopo Ryanair anche Aeroitalia lascia la Sardegna: la giunta ci ha lavorato con impegno e il risultato si vede.” Lo dichiarano il Vice capogruppo in Senato, Antonella Zedda, e il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, dopo il vertice tra ministero dei Trasporti, Enac e Regione, aperto e chiuso dalle parole dell’amministratore delegato di Aeroitalia, Gaetano Intrieri: “Aeroitalia lascia la continuità territoriale sarda”.
Per i prossimi mesi invernali restano senza collegamenti Cagliari e Olbia verso Roma e Milano, più l’Alghero-Fiumicino. Il volo Alghero-Milano, peraltro, era già in alto mare da ottobre.
“Non è sfortuna e non è una congiura internazionale: è un bando sbagliato, e il bando è della giunta Todde” afferma Truzzu. “In otto mesi la nuova continuità si è rivelata un fallimento. Al di là di ogni risposta di Aeroitalia, il dato politico è uno: nessuna compagnia è oggi interessata a volare con queste regole. Tradotto in parole povere, il bando non funziona. Si sono tenuti bloccati i prezzi di biglietti e carburante mentre il quadro geopolitico faceva già presagire un’impennata dei prezzi del combustibile. Il bando 2026 è nato male ed è stato gestito peggio.” continuano Zedda e Truzzu.
“E sia chiaro un punto, perché qualcuno proverà a spostare il dibattito: ai sardi non interessa con chi volano. Interessa volare. Per curarsi, studiare, lavorare, tornare a casa. La mobilità da e per l’isola è un diritto, non una variabile del bando, e deve essere garantita senza se e senza ma.”
“Il Campo Largo snocciola milioni in variazione di bilancio per i trasporti, ma i soldi ad oggi sono solo annunciati e gli annunci purtroppo non fanno decollare nessun aereo. Dalle parole si passi ai fatti e si rendano spendibili le risorse stanziate dal consiglio regionale ad agosto e oggi ancora bloccate” dichiarano Truzzu e Zedda. “Se l’assessore Manca vuole davvero assumersi le sue responsabilità, il gesto più coerente sono le dimissioni, magari con una lettera di scuse al popolo sardo. Lo deve ai sardi, che con questo bando hanno già pagato abbastanza” concludono i due.

