Corrado Meloni, consigliere regionale di Fratelli d'Italia
“Prima di chiedere altri soldi al Governo Meloni, Alessandra Todde spieghi come vengono impiegate le risorse per curare i sardi. È troppo comodo sottoscrivere appelli insieme agli altri presidenti del centrosinistra e scaricare ogni responsabilità su Roma, mentre la Corte dei conti mette nero su bianco le criticità della Sardegna nella finalizzazione e nella rendicontazione delle risorse per abbattere le liste d’attesa”. Lo dichiara Corrado Meloni, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, intervenendo sull’appello al Governo per aumentare i finanziamenti alla sanità nella prossima manovra nazionale.
“La relazione ‘L’attuazione delle misure finalizzate a ridurre le liste di attesa’, approvata con deliberazione della Corte dei conti del 13 ottobre 2026, n. 54/2026/G, riporta dati che impongono risposte precise. Per la Sardegna, nel 2024, la quota indicata per il recupero delle liste d’attesa è di 13.854.367 euro, ma non risulta alcuna finalizzazione regionale. La Corte precisa, inoltre, che la Regione non ha fornito informazioni sull’utilizzo di queste risorse: per questo il monitoraggio registra un mancato utilizzo del 100 per cento, in attesa degli aggiornamenti regionali. Non è un dettaglio contabile – sottolinea Meloni – è un vuoto di informazioni su milioni di euro destinati alla salute dei cittadini”.
Per il 2025 la tabella della Corte espone 11.535.050 euro per l’incremento delle tariffe delle prestazioni aggiuntive del personale medico e del comparto sanitario, senza riportare una corrispondente finalizzazione regionale. “La Todde chiarisca quali somme siano state effettivamente destinate, quali spese sostenute e quante prestazioni recuperate. Se i dati sono incompleti, li completi. Se le risorse non sono state impiegate, ne risponda politicamente” continua Meloni. “C’è poi un fatto che la Presidente evita di ricordare quando attacca il Governo: come è noto, la Sardegna finanzia da sola la propria sanità dal 2007, senza più trasferimenti a carico del bilancio dello Stato. Lo ha stabilito la Legge finanziaria 2007 (L. 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 836). Questo risultato è stato consolidato riducendo la perdita del sistema sanitario con l’Assessore Antonello Liori della Giunta Cappellacci e che ha portato alla firma dell’accordo”.
“La Presidente-Assessore – prosegue Corrado Meloni – deve iniziare a rendicontare il suo operato in sanità senza scaricare responsabilità impropriamente sullo Stato poiché è Lei stessa l’unico gestore delle risorse sanitarie dell’Isola. Invocare sommosse con altre Regioni che hanno sistemi di finanziamenti differenti serve solo a nascondere un operato inadeguato delle risorse sanitarie che pagano i cittadini. Troppo comodo attribuire le colpe a Roma ogni volta che bisogna spiegare ai sardi perché una visita o un esame continuino a essere un miraggio”.
“Chiedere maggiori investimenti nella sanità pubblica è legittimo. Usare questa richiesta come alibi per coprire le proprie mancanze è inaccettabile. Prima degli appelli – conclude Meloni – Todde presenti i conti e i risultati: risorse destinate, prestazioni erogate, tempi d’attesa ridotti. I sardi aspettano cure, non l’ennesimo comunicato contro il Governo Meloni”.

