“E’ necessaria una norma equa e rispettosa della Costituzione e del diritto comunitario, capace di garantire la priorità della fruizione dei cittadini alla spiaggia libera quanto tutelare le esigenze delle numerose micro imprese familiari che gestiscono le concessioni balneari in Sardegna dando la possibilità a nuovi player di entrare nel mercato”. Lo chiede con forza il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Paolo Truzzu, primo firmatario della proposta di Legge presentata questa mattina in Consiglio Regionale.
La proposta di Legge si pone come obiettivo di istituire un sistema regionale di valutazione della scarsità della risorsa demaniale marittima a livello locale, di definire i criteri tecnici e metodologici per tale valutazione, di tutelare i concessionari esistenti nei territori in cui la valutazione di non scarsità sia certificata, evitando l’indizione di gare pubbliche laddove non necessitino e di garantire la certezza del diritto agli operatori del settore ponendo fine allo stato attuale di incertezza normativa e amministrativa.
“L’obiettivo della proposta di Legge – dichiara Truzzu – è quello di preservare l’identità culturale, economico e sociale delle comunità costiere, garantendo la libera fruizione della spiaggia, assicurare certezza del diritto a tutti gli operatori, siano essi già concessionari siano nuovi imprenditori che vogliono entrare nel mercato” .
“Sulla stessa falsa riga si è mossa la Calabria che nei mesi scorsa ha approvato una Legge analoga, con la differenza che la valutazione deve essere fatta dai comuni e non dalla regione perché la delega sul demanio marittimo è dei comuni e la legge, trascorsi 30 giorni, non è stata impugnata dal Governo. Qualora la Sardegna approvasse questa Legge non si avrebbe quindi, ragionevolmente, l’impugnazione da parte del governo centrale”.
“Le uniche spese necessarie per garantire l’applicazione della norma – sottolinea il capogruppo di FDI – sarebbero quelle relative all’istituzione del Registro regionale delle disponibilità demaniali previsto dall’art.5 e della Commissione tecnica per la valutazione della scarsità della risorsa, prevista dall’art. 6 quantificabili in circa 50 mila euro. Alla copertura della spesa si prevede di far fronte attingendo dal fondo per nuovi oneri legislativi, annualità 2026-2027 e 2028”.
“Con questa proposta di Legge mettiamo a disposizione della maggioranza gli strumenti atti a dare le risposte ai tanti operatori del settore che attendono risposte certe, altrimenti alla fine del prossimo anno la Regione Sardegna sarà costretta a bandire nuove gare con la scontentezza degli operatori. Questa proposta – conclude Truzzu – non parte da una proroga di tutte le concessioni ma da un attento esame delle varie realtà territoriali”.

