Lo Stato sociale soppiantato dal nuovo Ordine del Mercato. E’ necessario ritornare alla Costituzione

Se preliminarmente non prendiamo consapevolezza delle cause principali dei problemi sarà difficile trovare le soluzioni. Prendere consapevolezza del fatto che viviamo dentro un Ordine che si chiama Mercato.
Il Mercato in cui viviamo non è solo un meccanismo di allocazione di risorse, di domanda e offerta. Nel corso degli ultimi decenni è diventato il regolatore generale dell’ordine sociale e politico, fondamento istitutivo dell’intera esistenza umana.

Ogni legislazione viene valutata solo se è innestata dentro questo circuito  in cui tutti i prodotti della attività umana sono orientati ad essere merci, in un continuo processo misurato dal valore di scambio. Ormai da tempo lo Stato di diritto non è più costitutivo di legami sociali perché ha ceduto il posto allo Stato mercantile limitandosi ad essere una sua emanazione.
L’ordine del Mercato non ha soggetto, non ha fini,  è indeterminato  e organizza la coesistenza delle persone solo in vista di fini individuali di ciascuno o di agglomerati di interessi individuali.
La traiettoria di uno simile “Stato” costruito in questi termini non può che condurre al collassamento del sistema sociale.

Non tutti i fatti sociali sono riconducibili all’economia.
Serve studiare, riflettere  e ripartire da una lettura attenta della nostra Costituzione, raffrontarla con il trattato dell’Unione Europea per ripristinare il giusto equilibrio nel rapporto tra ciò che è economia e ciò che è politica.

Gianfranco Meazza

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