Tre spettacoli tra danza contemporanea, teatro civile e storie al femminile, affiancati da un laboratorio internazionale: torna a Sassari PLAYS!, il festival organizzato da La botte e il cilindro con il sostegno del Ministero della Regione del Comune di Sassari e della Fondazione di Sardegna. Teatro, danza e formazione sono anche in questa quinta edizione di PLAYS! Gli elementi cardine della rassegna che dal 1° al 18 ottobre porta al Teatro Astra di Sassari un programma dedicato ai linguaggi della scena contemporanea.
Ad aprire il cartellone sarà sabato 3 ottobre alle 20.30 En Vano della compagnia Danza Mobile di Siviglia, in replica domenica 4 ottobre, alla stessa ora, al Teatro Parodi di Porto Torres: un lavoro di teatro danza che nasce dagli spazi vuoti di un’opera scultorea e trasforma il “vano” in passaggio, domanda e possibilità di ricerca interiore. Sabato 10 ottobre alle 20.30 sarà quindi la volta di Quel mattino di marzo de L’Effimero Meraviglioso, che rievoca una tragica pagina della storia mineraria sarda attraverso le vicende di quattro donne morte nel 1913 nel crollo di una galleria a Buggerru. Domenica 18 ottobre alle 20.30 chiuderà la rassegna Binario60, scritto, diretto e coreografato da Alessandra Mura: undici donne e undici storie per raccontare il tempo che passa, le trasformazioni della vita femminile e la possibilità di scegliere ancora la propria direzione.
La nuova edizione di Plays rinnova in particolare il rapporto con Danza Mobile di Siviglia, realtà con la quale La botte e il cilindro ha costruito negli anni un percorso di collaborazione fondato sull’incontro tra ricerca artistica, formazione e attenzione alla diversità dei corpi e delle esperienze. La presenza della compagnia spagnola non si limita infatti allo spettacolo: il primo e il 2 ottobre sarà protagonista anche di un laboratorio di espressione corporea.
“En Vano” è firmato da Arturo Parrilla per Danza Mobile e Incubo Teatro e vede in scena Manuel Cañadas, Jaime García, José Manuel Muñoz e Arturo Parrilla. Coreografia e regia sono dello stesso Parrilla, con la consulenza artistica di Esmeralda Valderrama e musica e spazio sonoro di Emilio Parrilla García-Pelayo.
Alla base dello spettacolo c’è l’idea di abitare gli spazi vuoti generati da un’opera scultorea, spostando l’attenzione dall’oggetto a ciò che non si vede. Il titolo En Vano gioca sul doppio significato del termine spagnolo: “invano”, ma anche “vano” come apertura o spazio vuoto. En Vano diventa così possibilità di attraversamento, sguardo verso l’esterno e verso l’interno: uno spazio dal quale il movimento porta in superficie pensieri, esperienze e immagini normalmente destinate a restare invisibili.

