«Le considerazioni di Armando Bartolazzi nella rivista scientifica Frontiers in Public Health, sono offensive nei confronti dei sardi e ancora più gravi quando colpiscono le persone con fibromialgia. Da chi è stato scelto dalla presidente Todde per guidare la sanità ci si sarebbe aspettati rispetto, ascolto e risposte. Arrivano invece giudizi sprezzanti e lezioni sulla presunta predisposizione genetica dei cittadini». Lo dichiara Michele Pais, presidente del Consiglio regionale nella passata legislatura, commentando le dichiarazioni dell’ex assessore regionale alla Sanità.
«Richiamare la genetica dei sardi per associarla a permalosità, aggressività e introversione significa riproporre stereotipi squallidi, che riportano la memoria a un passato di pregiudizi e discriminazioni. I sardi non sono un popolo geneticamente difettoso. E nessuno può utilizzare la loro identità come alibi per spiegare il fallimento della sua gestione sanitaria».
«Ma c’è un passaggio che considero particolarmente mortificante: quello sull’indennità per la fibromialgia. Contestare quel sostegno, evocando l’assenza di un’efficacia terapeutica riconosciuta, significa ignorarne la funzione. Un’indennità non è un farmaco: è uno strumento di sostegno alla persona. Quelle parole finiscono per trattare migliaia di sardi come malati immaginari, alimentando proprio quell’incomprensione contro cui le persone con fibromialgia combattono ogni giorno».
«Nella passata legislatura abbiamo fortemente voluto l’indennità regionale per la fibromialgia. Ho condiviso con l’onorevole Fausto Piga il lavoro di stesura di una misura che considero una conquista di civiltà: riconoscere la sofferenza delle persone e offrire un aiuto concreto, restituendo dignità a chi troppo spesso si è sentito invisibile».
«La Giunta Todde ne ha invece svuotato l’impostazione originaria, trasformandola in un rimborso delle spese, subordinato a difficile rendicontazione e procedure burocratiche. Oggi le considerazioni di Bartolazzi rendono ancora più evidente la distanza culturale da quella scelta di dignità».
«L’indennità va ripristinata nella sua funzione originaria, con risorse adeguate e modalità semplici di accesso. La presidente Todde chiarisca se condivide queste considerazioni e dica alle persone con fibromialgia quali risposte intende garantire. Chi soffre merita rispetto, cure e sostegno, non sospetti e mortificazioni».
«A tutte le persone con fibromialgia dico che continuerò a battermi per il pieno riconoscimento dei loro bisogni di cura, per l’accesso alle prestazioni necessarie e per un’indennità che torni a essere un diritto concreto», conclude Pais.

