Passa al contenuto
cropped-Testata-nuovo-sito-Tamburino_4.png
Menu principale
  • Politica
    • Politica – Sassari
    • Politica – Alghero
    • Politica – Porto Torres
  • Sardegna
  • Sassari
  • Alghero
  • Porto Torres
  • Eventi
  • Istruzione
  • Economia
  • Opinioni
  • Sport
Pulsante chiaro/scuro
  • Eventi

“Don Carlo” di Verdi conquista Sassari, grande prova dell’Orchestra del Coro del de Carolis e del cast vocale

Redazione 1 Novembre 2026 0 commenti
Don Carlo_foto Elisa Casula

Don Carlo al Teatro comunale di Sassari (foto di Elisa Casula)

Pubblico attento e partecipe, applausi a scena aperta e lunghi applausi finali per il debutto sassarese del Don Carlo di Giuseppe Verdi, tornato sulle scene sarde dopo venticinque anni di assenza nella stagione lirica del de Carolis realizzata con il sostegno del Ministero, della Regione , del Comune di Sassari e della Fondazione di Sardegna La platea ha seguito con grande concentrazione anche le pagine più raccolte di una rappresentazione lunga e impegnativa, a conferma della capacità del capolavoro verdiano di coinvolgere ben oltre la sua spettacolarità. Un successo per l’Ente de Carolis, che ha affrontato una delle più complesse sfide artistiche e produttive del repertorio operistico.

Nella versione italiana del 1884 in quattro atti, Don Carlo intreccia passioni private e conflitti politici e religiosi nella Spagna di Filippo II. A governare questa imponente architettura musicale è Federico Santi, tornato sul podio sassarese dopo l’apprezzata Salome di Strauss. La sua direzione imprime tensione e respiro teatrale alla partitura, senza sacrificarne la ricchezza sinfonica. Particolarmente convincente la prova dell’Orchestra dell’Ente de Carolis, chiamata a sostenere una scrittura densa, mutevole, spesso protagonista del dramma quanto le voci. Compattezza dell’insieme, cura dei colori strumentali e incisività nei passaggi più concitati danno forza al racconto musicale; nei momenti introspettivi emergono invece sensibilità e attenzione al fraseggio dei cantanti. Una prova di maturità artistica, sostenuta con continuità nell’intero arco dell’opera, che trova nelle grandi scene collettive la sua massima forza.

Nel ruolo del titolo, Giuseppe Gipali dà corpo a un Don Carlo tormentato, diviso tra passione amorosa e tensione ideale. Già apprezzato nello stesso ruolo al Petruzzelli di Bari, il tenore affronta una parte insidiosa, che richiede saldezza nel registro centrale, sicurezza negli acuti e un fraseggio capace di restituire la fragilità dell’infante di Spagna, lontano dall’eroe verdiano convenzionale.

Di grande rilievo il Filippo II del basso Dario Russo. Il sovrano padrone del destino altrui rivela la propria vulnerabilità in «Ella giammai m’amò», dove la solennità cede alla confessione nel malinconico dialogo con il violoncello. Russo mette in luce la duplice natura del personaggio, tra autorità del monarca e solitudine dell’uomo.

Altrettanto centrale il Rodrigo, marchese di Posa, del baritono sardo Marco Caria, interprete di consolidata esperienza verdiana. Slancio eroico, nobiltà del fraseggio e intensità drammatica caratterizzano un ruolo che nella scena della morte trova uno dei momenti più commoventi dell’opera, segnato dal legame con Don Carlo.

Sul versante femminile spicca Marta Mari, che dopo il successo sassarese di Tosca affronta Elisabetta di Valois con timbro pieno e rotondo, capace di sostenere tensione drammatica e sfumature intime. In «Tu che le vanità» si concentra il dolore di una donna costretta al sacrificio, in una pagina che esige ampiezza di respiro, controllo dell’emissione e sensibilità interpretativa.

A lei si contrappone l’Eboli del mezzosoprano Eglė Wyss, già apprezzata al Comunale nel Werther e nella Messa da Requiem. Seduzione, gelosia e rimorso richiedono duttilità, dalle agilità della Canzone del velo alla forza drammatica di «O don fatale». Un ruolo che Wyss ha già affrontato con successo su palcoscenici internazionali.

Autorevole il Grande Inquisitore del basso Marco Spotti, incarnazione di un potere religioso superiore a quello del sovrano. Profondità del registro grave e forza della declamazione danno spessore a una figura inquietante, soprattutto nel confronto con Filippo II, drammatico scontro fra due autorità.

Efficaci gli interpreti dei ruoli di fianco tra cui spicca Michael Zeni ( il Frate), Chiara Cabras iTebaldo la Voce dal cielo); Nicolas Resinelli (Conte di Lerma e l’Araldo)

Un rilievo particolare meritano i sei deputati fiamminghi, che nella scena dell’autodafé portano a Filippo II la supplica di un popolo oppresso. Il loro «Sire, no, l’ora estrema» introduce uno dei grandi concertati verdiani e impone un impegno produttivo notevole: occorrono sei voci di basso, non semplici da reperire, capaci di garantire compattezza e omogeneità. A Sassari sono Stefano Arnaudo, Alessandro Ceccarini, Boris Dobrev, Viktor Krastanov, Dario Sogos e Michael Zeni.

Importante il contributo del Coro dell’Ente de Carolis, preparato da Francesca Tosi, protagonista delle grandi scene collettive, soprattutto dell’autodafé, fra i momenti di maggiore impatto musicale e spettacolare.

Sul piano visivo, la produzione del Teatro dell’Opera di Stara Zagora, con regia e luci di Ognian Draganov, punta sulla monumentalità. Le scenografie e i sontuosi costumi di Denis Ivanov ricreano il cerimoniale della corte spagnola: la magnificenza esteriore contrasta con la fragilità dei protagonisti, mentre le scene corali restituiscono la dimensione storica e teatrale del capolavoro verdiano. Seconda recita domenica 1 novembre alle 16,30.

Condividi questo articolo:
centro storico sassari

Navigazione articolo

Precedente: Insularità e Statuto, Aldo Salaris (Riformatori): “La presidente Todde faccia proposte concrete”
Successivo: Continuità territoriale, Michele Pais (Lega): “La Regione cerchi dialogo e tuteli il diritto alla mobilità dei sardi”

Articoli correlati

Anna Revel
  • Eventi

“Viaggio in Inghilterra”, martedì 3 novembre al Teatro Verdi di Sassari il concerto “Fra Est e Ovest”

Redazione 1 Novembre 2026 0
MASSIMO LOPEZ
  • Eventi

Massimo Lopez alla XXIV edizione del Festivalguer: il 15 novembre al Teatro Civico di Alghero

Redazione 1 Novembre 2026 0
Aries piano duo
  • Eventi

Conservatorio di Sassari, Martedì 3 novembre il concerto elettroacustico di Natasha Barrett e mercoledì 4 il Duo pianistico Aries per la rassegna musicaNOVA

Redazione 1 Novembre 2026 0

Ultime notizie

Marco Di Gangi (1)

Continuità aerea, Di Gangi (FDI): “Anche Aeroitalia boccia la presidente Todde. Di Nolfo e Cacciotto dicano qualcosa”

Redazione
1 Novembre 2026
Su mortu mortu sassari

Su Mortu Mortu a Sassari, dieci anni di tradizioni e spettacolo: centinaia di persone invadono il centro cittadino

Redazione
1 Novembre 2026
Urna-elezioni

A Sassari è possibile iscriversi alle liste dell’elettorato “fuori sede”

Redazione
1 Novembre 2026
Padiglione tavolara

Sassari, Palazzo Infermeria San Pietro, Padiglione Tavolara ed ex Convento del Carmelo entrano a far parte del circuito culturale della città

Redazione
1 Novembre 2026
Ideario sport

Ideario Sport-Festival del libro sportivo, il 5 novembre a Cagliari con Ferdinando De Giorgi, Federico Carli e Sergio Giuntini

Redazione
1 Novembre 2026

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Sassari n° 8252/2019 del 06.08.2019

Direttore Responsabile: Luca Torturu

Editore: Associazione di Promozione Sociale Ilion

Hosting Provider: Aruba S.p.a. - via San Clemente, 53 - 24036 Ponte San Pietro (BG) - P.IVA 01573850516

Contatti: info@iltamburino.it - redazione@iltamburino.it

  • Redazione
  • Privacy
  • Note legali
Il Tamburino Sardo | Copyright © 2026 | ReviewNews di AF themes.
Questo sito utilizza cookies tecnici e di profilazione, propri e di terze parti per consentire la corretta navigazione. Proseguendo la navigazione, facendo scorrere lo schermo, o confermando tramite il tasto "Ok" ne accetti l'utilizzo. Se vuoi saperne di più e leggere come disabilitarne l'uso, seleziona il tasto "Maggiori informazioni".