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Sogno, quindi sono: giovani, sognate!

Riccardo Mulas 21 Agosto 2025 0 commenti
Giovani intorno fuoco

Negli ultimi tempi, tra un’esperienza e l’altra, mi è capitato di dialogare con alcuni coetanei, magari poco più giovani, diciottenni, quella nuova generazione che inizia ad affacciarsi alla vita adulta. Mi ha colpito constatare come molti di loro, nonostante siano all’alba della giovinezza, abbiano già una visione del futuro segnata da un pragmatismo disincantato, priva di ambizione, a tratti rassegnata.
Ogni volta cercavo di far notare che, pur sapendo che le prime esperienze della vita adulta spesso deludono le aspettative, non è accettabile affrontare il domani con un atteggiamento piatto, disilluso, privo di slancio. Perché la giovinezza è il tempo del sogno, e sognare è il fondamento stesso della vita; quel motore che spinge a ribellarsi, a immaginare un mondo diverso, ad avere il coraggio di tentare.

Spesso, alle mie domande, molti ragazzi mi rispondevano che “questo mondo non è adatto ai giovani” o che “i giovani si trovano ad affrontare una società troppo complessa”. Ma qui sta l’errore: ricercare la giustificazione per rinunciare a sognare, per rinunciare a fare ciò che compete alle nuove generazioni, ossia sconvolgere la società, portando con sé una ventata rivoluzionaria di aria fresca.

Chissà se i giovani del passato si saranno posti gli stessi quesiti. Chissà cosa pensava Giuseppe Ungaretti, chiamato alle armi a 27 anni, quando nel torpore e nel freddo delle trincee trasformava in poesia il dolore e la speranza. Chissà cosa avrebbe detto Goffredo Mameli, che a soli 22 anni morì difendendo con coraggio la propria patria. Chissà cosa provava Jan Palach, quando nel 1969 si diede fuoco per dare un volto al sogno di un’Europa Nazione, libera e indipendente. Chissà cosa ne pensavano i ragazzi di Budapest nel 1956, scesi in piazza contro i carri armati sovietici, o i giovani italiani che aderirono alla RSI, aggrappati a ideali che si stavano sgretolando sotto i loro occhi, ma vissuti con amore e coraggio fino all’estremo sacrificio.

Ecco perché mi spaventa vedere tanti giovani che oggi faticano a sognare, a far proprio un ideale capace di accendere in loro quello spirito rivoluzionario che ha sempre contraddistinto la gioventù. Certo, qualcuno obietterà che questo atteggiamento “immaturo” e “irrazionale” porta spesso a sbagliare strada. Ma la giovinezza è proprio questo: sbagliare, sperimentare, costruirsi attraverso gli errori, senza mai rinunciare a quell’ardore che ci rende vivi.

Perché, in fin dei conti, un giovane che non sogna non è altro che un compatriota disilluso, un cittadino del futuro già rassegnato, incapace di ribellarsi, destinato a trasformarsi in un suddito, pronto ad accettare decisioni imposte da poteri lontani e indesiderati.

Ed è proprio per questo che il nostro compito deve essere quello di spronare i giovani, raccontando loro le gesta eroiche del passato e fornendo gli strumenti per costruire il futuro, affinché i sogni non rimangano solo parole, ma diventino azione concreta.

Le vie dell’azione per un giovane sono molteplici, e ciascuna ha la dignità di un sogno che prende forma. Si può sognare attraverso la lettura di un libro, allenando la propria mente e prendendo parte alla grande battaglia culturale che forgia coscienze. Si può sognare nell’associazionismo e nel servizio sociale, scegliendo di stare accanto agli altri, di costruire comunità, di rispondere con l’impegno ai bisogni reali. Ma si può sognare, ancora di più, diventando militanti: giovani che dalle proprie scuole o università danno vita a movimenti capaci di unire cuori e volontà, trasformando l’energia ideale in forza rivoluzionaria.

Qualcuno dirà che tutto questo è filosofeggiare, che è un atteggiamento inutile, persino dannoso. Eppure, in un mondo in cui il pragmatismo liberal-capitalista sembra aver preso definitivamente il sopravvento, un po’ di romanticismo, di idealizzazione della vita è una necessità. È lo spiraglio di luce che impedisce alla giovinezza di morire prima ancora di essere vissuta.

La giovinezza, d’altronde, è come la primavera: segue il gelido inverno e prepara l’uomo alla calda estate. La primavera è rinascita, è il tempo dei germogli che sbocciano, dei fiori profumati che si preparano a diventare frutti. Così è la giovinezza: primavera di bellezza.

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