Protesta per sbarchi e accoglienza dei migranti in quarantena

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“Per quest’anno non cambiare, stessi sbarchi stesso non fare”. Così recitano gli striscioni di CasaPound, affissi in diverse zone della Sardegna (al CPR di Macomer, al centro di accoglienza di Monastir e nelle spiagge del Sulcis teatro degli ultimi sbarchi), come protesta per la situazione degli sbarchi e dell’accoglienza in tutto il periodo di emergenza COVID-19.

“Nelle ultime settimane – afferma la nota di CasaPound – sono state continue e quotidiane le segnalazioni e le notizie riguardanti problemi di sicurezza arrecati dai migranti che sono continuati ad arrivare sull’isola durante tutto il periodo di emergenza e che, a seguito delle notizie di riaperture e di alcune iniziative di questo Governo, hanno subito un notevole aumento nell’ultimo mese”.

“Non è ammissibile per la Sardegna e i sardi – prosegue CasaPound – che in un momento di emergenza nazionale, in cui la gente ha enormi difficoltà a riprendersi da un periodo durissimo, in una regione ad alta vocazione turistica già indebolita dalla pandemia (80% di calo presenze) e da una politica scellerata del Governo, si accettino ancora arrivi quotidiani di clandestini sulle nostre coste; in un momento in cui viene richiesta massima attenzione e prudenza alla cittadinanza per evitare ogni possibile contagio, si assiste alla continua fuga dalle strutture degli stessi ospiti, parte dei quali risultano spesso positivi al Covid-19, con aumento dei rischi di eventuali contagi o di focolai”.

“Si tratta dell’ennesima dimostrazione dell’incapacità di questo Governo, – afferma il coordinatore regionale Luca Sardara – che continua ad adottare politiche assolutamente inadeguate sulla gestione dei migranti, compresi quelli risultati positivi al virus. Questa terra, che vanta comunque un livello di contagi quasi nullo, e che vorrebbe riprendere al più presto a vivere normalmente, si trova a dover convivere con il problema di uno Stato che, da una parte dà la caccia agli italiani positivi, continuando ad allarmare la popolazione sui rischi di focolai e di seconde ondate, dall’altra oltre a non porre nessun freno all’arrivo di barche e barchini sulle coste del sud, permette ai migranti, anche quelli risultati positivi, di poter fuggire dalle strutture praticamente indisturbati, con tutte le problematiche di sicurezza che abbiamo vissuto e letto in queste settimane, anche sul fronte di rischio contagi”.

“Fa poi riflettere, non ci fosse da vergognarsi – conclude Sardara – che questa scellerata gestione dei migranti non venga quasi mai citata dalle forze politiche regionali e che non ci sia una dura presa di posizione in merito con il Ministero dell’Interno. Gli unici ad aver ripetutamente posto l’attenzione sul problema siamo stati noi con una serie d’iniziative regionali che non sono state prese come spunto dalle istituzioni, con le conseguenze che oggi siamo costretti a vedere. Combatteremo sempre contro questo traffico di persone e contro chi non fa nulla per porre fine al problema e non garantisca il controllo dei nostri confini e dei nostri mari”

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