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Caldo anomalo e siccità. A rischio diverse colture nell’isola

Redazione 24 Febbraio 2020 0 commenti
caldo siccità sardegna rischio colture

Il risveglio anticipato infatti non sarà indolore. I pericoli sono tanti

Anche il melograno sta germogliando oltre ai mandorli, le pesche, le susine e le albicocche. Ma a breve potrebbero svegliarsi anche le vigne. Ed è in atto un’esplosione nella maturazione dei carciofi. Intanto cresce anche l’allarme siccità.

Il caldo anomalo di quest’inverno primaverile (+1,65 gradi rispetto alla media secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr) sta stravolgendo i ritmi della natura e a pagarne sarà innanzitutto l’agricoltura.

C’è il rischio concreto di qualche possibile gelata che bruci i germogli. Ma la stessa germogliatura è spesso anomala, non uniforme. Molte piante infatti non riescono a soddisfare il fabbisogno in freddo. Le specie fruttifere e, in generale le piante, hanno bisogno di soddisfare in inverno questa esigenze. Assenza che crea confusione nelle piante causando degli scompensi nel germoglio, un indebolimento della pianta, minore vigorie e quindi meno produzione e qualità inferiore.

Chi paga maggiormente questa primavera anticipata sono le piante da frutto ma anche i prodotti orticoli. Le temperature fuori dalla media creano degli scompensi, anticipando la maturazione dei prodotti, creando delle sovrapproduzioni e mandando in tilt anche le programmazioni colturali degli agricoltori.

Il caldo associato alle mancate precipitazioni sta causando scompensi e sta maggiorando le spese. Innanzitutto perché c’è una maggiore necessità idrica costringendo all’anticipo dell’annata irrigua, chiesta nei giorni scorsi dalla Coldiretti e già nell’agenda dei consorzi di Bonifica.

La pianta del carciofo con questo caldo invecchia prima e soprattutto anticipa e accelera la maturazione (come per esempio anche i cavolfiori) con pericolo di sovrapproduzione e meno consumo: il consumo del carciofo è associato al freddo.

Lo stesso asparago matura male con un terreno asciutto. Cosi come si creano scompensi per tutte le verdure. Il clima impazzito insomma pregiudica le potenziali produttive, indebolisce le piante e fa saltare la programmazione colturale e di mercato.

Le mancate precipitazioni, così come le alte temperature stanno mettendo rischio l’agricoltura. Anche cereali, leguminose e foraggere stanno risentendo di questa prolungata siccità che se dovesse prolungarsi per altri 15 – 20 giorni potrebbe essere pagata a caro prezzo.

“L’andamento anomalo di questo inverno – secondo il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – ci conferma che stiamo subendo le conseguenze dei cambiamenti climatici, con una più elevata frequenza di eventi estremi e sfasamenti stagionali che sconvolgono i normali cicli colturali ed impattano sul calendario di raccolta e sulle disponibilità dei prodotti che i consumatori mettono nel carrello della spesa. Dobbiamo sperare di limitare i danni, e di non subire ancora troppo a lungo queste temperature miti e mancanza di precipitazioni per dover magari poi fare i conti con gelate e precipitazioni anomale e concentrate”.

L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con sfasamenti stagionali ed eventi estremi che hanno causato una perdita in Italia di oltre 14 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola nazionale, strutture e infrastrutture rurali.

“Nel cercare di mitigare i danni dobbiamo prendere atto dei cambiamenti climatici – afferma il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Non c’è stagione in cui non commentiamo anomalie. In autunno le prolungate precipitazioni, adesso il caldo anomalo e la siccità oppure di insetti alieni. Per questo invochiamo ancora una volta il forum permanente sui cambiamenti climatici”.

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