“Prima elogi al personale sanitario definito eroico, ora viene dimenticato”

sardegna personale sanitario

Dura presa di posizione dei sindacati dopo che il Governo nazionale ha bocciato il bonus al personale sanitario.

“Ancora una volta la politica volta le spalle agli infermieri dopo anni di continui tagli alla sanità e di promesse fatte alla categoria e non mantenute. Con la stessa velocità con cui sono corsi nei programmi televisivi a chiamarci eroi, oggi fanno a gara per scaricarci”. Lo afferma Andrea Farris, membro della segreteria provinciale Nursing Up.

“Non ci interessano i premi – continua Farris -, ma continuiamo a pretendere che ci venga riconosciuto solamente ciò che ci spetta: un contratto da professionisti con un salario nella media europea, il riconoscimento contrattuale della formazione post laurea, e un adeguamento delle piante organiche attraverso concorsi e mobilità”.

Gli infermieri stanno manifestando in tutte le piazze italiane sia attraverso i sindacati di categoria sia attraverso associazioni come il Movimento Nazionale Infermieri – conclude Farris – la misura è colma e non siamo più disposti, dopo anni di silenzio, a scendere a compromessi”.

Piera Bitti, segretaria provinciale UGL Sanità, ha dichiarato che “il Governo, dopo aver abbandonato i sanitari in piena pandemia privi degli adeguati Dispositivi di Protezione Individuale, invece che risarcire i professionisti vota in commissione contro un riconoscimento economico a medici e infermieri. Chiediamo che il parlamento prenda atto dell’impegno e della professionalità di medici e infermieri e che proceda immediatamente al riconosvimento di un bonus risarcitorio per i professionisti della sanità”

Davide Piredda,  Segretario provinciale FASSID Simet Sassari, ha espresso il suo “profondo dissenso per il trattamento riservato dalla politica ai sanitari impegnati in trincea contro l’epidemia Covid. Ancora una volta, a seguito dei facili proclami della prima ora, nessun riconoscimento in termini di indennizzi a fronte di enormi rischi aggiuntivi a carico del personale già vessato da annosi tagli lineari di risorse. Chiediamo un immediato cambio di rotta che armonizzi a livello nazionale la linea di condotta, evitando di riservare ai soli dipendenti delle regioni più illuminate un chiaro segnale di attenzione al sacrificio profuso, voltando le spalle ai colleghi di altre regioni, con le intollerabili discriminazioni che ne conseguono”.

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