Cristina Usai, consigliere regionale di Fratelli d'Italia
“Le progressioni professionali del personale del sistema Regione sono bloccate a causa di una Giunta confusa, in ritardo e incapace di dare risposte serie a centinaia di lavoratrici e lavoratori. I numeri contenuti negli atti sono impressionanti: a fronte di 1.867 dipendenti aventi titolo, i transiti effettivi sono 1.085. Tradotto: 782 persone restano escluse, non perché non abbiano i requisiti, ma perché la Regione non è stata in grado di garantire una copertura adeguata e una gestione all’altezza”. A dichiararlo la consigliera regionale di FdI Cristina Usai che ha presentato una interrogazione per chiedere delucidazioni in merito.
“Non si tratta di un disguido amministrativo, ma di una scelta di fatto: lasciare centinaia di dipendenti senza risposte e scaricare su di loro il peso di una programmazione sbagliata, di fondi insufficienti e di un’incapacità gestionale che ormai non può più essere nascosta dietro formule burocratiche. È la prima volta nella storia della regione Sardegna che viene “dimenticato” un cospicuo numero di lavoratori e la Regione continua a riempirsi la bocca con parole come “valorizzazione del personale”, “merito” e “efficienza” e poi, nei fatti, umili chi ogni giorno garantisce il funzionamento della macchina amministrativa”.
“Qui non si tratta di concedere favori a qualcuno – sottolinea Cristina Usai – qui si tratta di riconoscere diritti, percorsi professionali maturati e aspettative legittime di centinaia di dipendenti. Con questa interrogazione chiedo alla Presidente della Regione e agli Assessori competenti di uscire dal silenzio tombale in cui navigano e dire con chiarezza se e quando intendono trovare le risorse necessarie per scorrere le graduatorie e sanare questa ingiustizia”
“Ancora più grave – continua Usai – è il messaggio che si manda all’interno dell’amministrazione regionale: impegnatevi, lavorate, assumetevi responsabilità, ma poi sappiate che al momento del riconoscimento professionale potreste essere lasciati indietro non per mancanza di merito, ma per l’assenza di una scelta politica. “È un messaggio devastante, che alimenta sfiducia, mortifica le professionalità interne e indebolisce la stessa credibilità dell’istituzione regionale”.
“La Giunta non può cavarsela con qualche giustificazione tecnica. Quando centinaia di lavoratori restano esclusi, la responsabilità è politica e noi continueremo a incalzare la Giunta affinché arrivino atti concreti, risorse vere e risposte immediate. Il rispetto del personale regionale non si misura nelle dichiarazioni di circostanza – conclude Cristina Usai – ma nelle scelte politiche. E oggi quelle scelte, semplicemente, non ci sono”.

