Giuseppe Testaverde, Coordinatore cittadino di Sassari di Sardegna al Centro Venti20
Le recenti dichiarazioni del sindaco Giuseppe Mascia sul definitivo abbandono del progetto del “Canalone” nel Fosso della Noce lasciano il coordinamento cittadino di Sardegna al Centro 20Venti Sassari profondamente preoccupato. “Siamo davanti a una falsa contrapposizione di obiettivi”, spiega con fermezza il Coordinatore cittadino Giuseppe Testaverde. “Se da un lato si sbandiera la nascita di un ‘parco urbano’ nella Vallata del Rosello – cosa assolutamente condivisibile e da noi stessi consigliata già due anni orsono – dall’altro resta il vuoto su come l’amministrazione intenda realmente mettere in sicurezza il territorio e salvaguardare i finanziamenti già stanziati”.
Il rischio idrogeologico dell’area non è una supposizione della passata amministrazione, ma un rischio certificato e classificato dalla Comunità Europea come “Rischio livello H” (il massimo della scala). Questo pone Sassari non in una posizione di scelta, ma di obbligo nell’eseguire i lavori per prevenire il rischio di crollo a cui sono soggetti strade, terrapieni e palazzi della zona.
“La nostra sezione raccoglie da anni preoccupazioni e proteste dei residenti per i continui allagamenti di scantinati, garage e piani terra ad ogni pioggia”, sottolinea Testaverde. “Far cessare un rischio concreto perché lo impongono l’Europa e il buon senso non va assolutamente in contrapposizione con il riqualificare un’area. Siamo perfettamente d’accordo con il Sindaco quando dice che questo deve essere il punto di partenza per lo sviluppo della zona, ma non capiamo perché si vogliano deliberatamente perdere finanziamenti già ottenuti quando, inevitabilmente, li si dovranno andare a cercare da capo per lo stesso identico scopo”.
La sezione cittadina di Sardegna al Centro continua a essere convinta che un attraversamento fluviale urbano possa essere una risorsa e non un problema, proprio come dimostrano tantissime città nel mondo. Resta altrettanto convinta che non si debba assolutamente creare confusione tra necessità dettate dall’ordine pubblico e necessità dettate dalle scelte estetiche, poiché nemmeno di “impatto ambientale” si può parlare, essendo le relazioni in merito esclusivamente relazioni private ed oltretutto essendosi rifiutato di esprimersi in merito (per ora) l’unico ente nazionale con esperienza e credibilità nel settore ovvero il WWF.
Questa occasione potrebbe essere la chiave per riqualificare una zona ormai abbandonata, trasformandola in un’area di aggregazione fruibile dai cittadini, grazie alla creazione di parchi e un punto di richiamo turistico attraverso un anfiteatro all’aperto per ospitare eventi, per citare esempi concreti.
“Auspichiamo per il bene di tutti che l’attuale Giunta possa ritornare sui propri passi”, conclude il Coordinatore. “Bisogna prendere ciò che di buono già esiste — progetto di mitigazione e finanziamenti — per espandere, migliorare e completare il progetto nella sua totalità. Evitiamo ‘rifiuti estremi’ che provocherebbero alla città solo perdita di tempo, soldi e rischi concreti per molte famiglie. La nostra sezione rimane, come sempre, a completa disposizione per collaborare con la Giunta e individuare le migliori soluzioni nell’interesse dei cittadini”.

