Telerilevamento incendi. La Regione condannata: una bufala

roghi sardegna

Negli ultimi anni, soprattutto dopo qualche incendio particolarmente devastante, corre in rete la solita critica alla Regione per aver dismesso nel 2005, quando Renato Soru era presidente, il sistema di telerilevamento incendi della Teletron, decisione per la quale la Sardegna sarebbe stata condannata.

I fatti però, come spesso accade, sono diversi dai post che rimpallano di profilo in profilo, come una novella catena di Sant’Antonio.

Il Tribunale civile di Cagliari, nel novembre del 2018, ha effettivamente condannato in primo grado la Regione al pagamento di oltre 40 milioni, ma l’azione civile non riguardava la dismissione del sistema di monitoraggio elettronico e di sistemi di comando e di controllo per la prevenzione degli incendi nelle zone boschive, bensì il pagamento delle competenze per l’incarico di collaudatori, che intentarono la causa. Il processo è tutt’ora in corso, perché la Regione ha presentato appello e nel mentre l’azienda è stata dichiarata fallita.

Già nel gennaio 2017, in consiglio regionale, si è parlato delle motivazioni che hanno portato ad accantonare il sistema di telerilevamento incendi della Teletron. Donatella Spano, al tempo assessore regionale della difesa ambiente della Giunta Pigliaru, ha spiegato ai consiglieri che la decisione è stata presa perché era controproducente. Le verifiche di funzionalità del sistema diedero risultati negativi: su 131 incendi nel raggio di 10 chilometri dalle telecamere, solo tre furono avvistati. Inoltre ci furono 2.180 falsi allarmi. Perciò si abbandonò il sistema non solo per evitare lo sperpero dei fondi per la manutenzione e gestione, ma anche perché l’utilizzo generava disturbi all’apparato regionale antincendio.

A questo si aggiunse il fallimento di un terzo delle prove tecniche e altri gravi difetti, come l’abbagliamento della telecamera in caso di fuochi troppo grandi, che portarono il dirigente competente a respingere l’approvazione del sistema di telerilevamento degli incendi. Nel 2009, in seno a una causa intentata dal RTI contro la Regione Sardegna, il giudice affidò la complessa perizia tecnica a un consulente esterno, che confermò le gravi difformità contrattuali di cui erano affetti gli impianti in questione.

Alla fine del dicembre 2017, il consigliere regionale Dedoni presentò un’altra interrogazione parlamentare e l’assessore Spano elencò le inefficienze del sistema antincendio, che a Lanusei, per esempio, rilevò 4 incendi su 16 con molto ritardo, facendo sì che la sperimentazione non portasse significativi miglioramenti nella lotta contro i roghi.

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