Sassarese accusato dell’omicidio della compagna, “non sono un violento”

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È iniziato oggi in Corte d’Assise a Sassari l’esame del 45enne sassarese a processo con l’accusa di aver ucciso il 15 febbraio 2020 la sua compagna Zdenka Krejcikova, 40 anni, di origine ceca, colpendola con un coltello all’interno di un bar di Sorso, dove la donna si era rifugiata in cerca di aiuto con le due figlie gemelle oggi 12enni.

Nell’udienza presieduta da Massimo Zaniboni, giudice a latere Giuseppe Grotteria, l’uomo ha risposto alle domande del pm Paolo Piras e delle parti civili, cercando di scagionarsi dalle accuse.”Il coltello lo aveva Zdenka, e nella colluttazione al bar, non so come, si è ferita.

Anche io sono rimasto ferito a un polpaccio”, ha dichiarato in aula. L’imputato ha cercato anche di smentire la figura di uomo violento e insensibile emersa nelle fasi delle indagini ma anche durante il dibattimento in Assise, sostenendo di aver sempre trattato bene l’ex compagna e le due bambine. Ha parlato di cure e attenzioni, di vacanze e di regali alle due gemelline, per le quali, ha detto, “ero una figura di riferimento”.

Proprio le due 12enni, costrette prima ad assistere all’accoltellamento e all’agonia della loro madre, e poi trascinate in auto in un lunga notte di fuga per mezza provincia, sono le ulteriori vittime della violenza dell’imputato. Violenza per cui il pm ha aggiunto le accuse di tortura, lesioni gravi e lesioni gravissime. L’esame dell’imputato proseguirà nel corso della prossima udienza, il 19 luglio, con le domande ancora degli avvocati di parte civile, Pietro Diaz e Teresa Pes, e dell’avvocato difensore, Lorenzo Galisai. (ANSA)

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