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Corteo con fiaccolata a Sassari per ricordare la tragedia delle Foibe. Il Comitato 10 Febbraio: “Intitolare il Parco di Via Marginesu a Norma Cossetto”

Redazione 11 Febbraio 2026 (Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2026) 0 commenti
corteo sassari 10 febbraio_2

Sassari: un momento del corteo-fiaccolata in ricordo dei martiri delle foibe (Foto DEOCA)

Ieri sera un partecipato corteo-fiaccolata a Sassari, nel quartiere di Sant’Orsola, ha ricordato i martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo istriano, giuliano e dalmata. Come lo scorso anno, l’evento è stato organizzato dal Comitato 10 Febbraio per non dimenticare le migliaia di persone trucidate, dal 1943 ai primi anni del dopoguerra, per la sola colpa di essere italiani.

La fiaccolata, partita da via Martiri delle Foibe, si è conclusa in via Marginesu di fronte al Parco che il Comitato 10 Febbraio aveva già proposto lo scorso anno venisse intitolato a Norma Cossetto, Medaglia d’Oro al Merito Civile, giovane donna che venne sequestrata, violentata, torturata e infine, nella notte tra il 4 e 5 ottobre 1943, gettata dai partigiani comunisti slavi in una foiba profonda 130 metri.

Luca Babudieri, a nome  del Comitato 10 Febbraio, è intervenuto ribadendo che “il Ricordo è importante, allontana l’oblio e ci consente di rammentare cosa accadde nel settembre-ottobre 1943 e dopo il maggio 1945, in quelle terre da sempre italiane, molte delle quali ci furono strappate e ormai sono parte degli Stati nati dalla dissoluzione della ex-Jugoslavia”.

“81 anni fa, – ha proseguito – nel 1945 ebbe inizio la seconda fase degli infoibamenti. Infatti, con l’arrivo dei militari comunisti slavi, dal 1 maggio iniziarono settimane di terrore per le popolazioni istriane, fiumane e dalmate e per i cittadini di Gorizia e Trieste. Migliaia di italiani furono deportati, imprigionati, fucilati o infoibati.  Oggi nella nostra città, ma in tantissime altre piazze italiane, i cittadini si ritrovano per non dimenticare questi orrori che per troppo tempo sono stati sottaciuti”.

Babudieri ha sottolineato che “in Italia, c’è chi ancora non si arrende all’evidenza dei fatti storici. Infatti, da determinati ambienti estremisti fuoriescono posizioni riduzioniste o giustificazioniste del dramma delle foibe. Qualcuno arriva a definire il Giorno del Ricordo una ‘falsificazione storica’”.

“La Sardegna – ha ricordato Babudieri – ed in modo particolare la vicinissima borgata di Fertilia, ha rappresentato per gli Esuli dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, una Terra accogliente dalla quale ripartire, una Casa da poter chiamare ancora Italia. Le storie dei nostri connazionali trucidati nelle Foibe e di coloro i quali furono costretti a lasciare la propria Terra, fanno parte della nostra memoria nazionale. Una memoria comune che va difesa, che nessuna fazione politica si può intestare ma che nessuno può negare”.

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