Halloween – Festa satanica o tradizione europea e sarda?

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Come ogni anno, non sono mancate le polemiche su Halloween

Halloween è passato, ma continuano le polemiche sul festeggiare o meno questa ricorrenza, anche grazie alla scena di Mario Giordano che in tv ha distrutto zucche di plastica con una mazza da baseball, per protestare contro questa festa.

Le posizioni sono sempre le stesse: da una parte c’è chi la ritiene una festa prettamente statunitense o con richiami al satanismo, chi invece ne rivendica l’origine europea. Chi ha ragione?

Halloween: il nome.

Ci sono alcune teorie circa il significato del termine Halloween. Tutti sono concordi sul fatto che sia la forma contratta di “All Hallows’ Eve”, ma sulla traduzione esistono due tesi: la più accreditata è “vigilia di Ognissanti“, l’altra “notte di tutti gli spiriti sacri“.

Halloween: le origini.

La festività si celebrava già in tutto il Vecchio Continente in epoca precristiana ed era celebrata in questo periodo perché si concludeva il periodo attivo del raccolto e per ringraziare le divinità dei frutti ricevuti.

Al significato prettamente legato all’agricoltura, venne affiancata anche la festa dell’aldilà, in quanto, secondo gli antichi, era il momento dell’anno nel quale si aprivano i cancelli che separavano il nostro mondo da quello dei defunti.

La Chiesa, come per altre festività (il Natale, la Pasqua, l’Avvento, l’Assunzione e via dicendo), all’inizio affiancò una propria ricorrenza, dedicandola a tutti i santi, a quella pagana, che venne man mano soppiantata nel tempo, almeno pubblicamente.

Halloween in Sardegna: is animeddas e su mortu mortu.

Nell’isola, come in altre regioni italiane, si svolgono riti riconducibili ad Halloween, che nulla hanno a che vedere con l’occulto, la magia, il satanismo. Nel centro sud, tale ricorrenza è chiamata “is animeddas“, nel centro nord “su mortu mortu“, in Ogliastra “su prugadoriu“, “su peti cocone” a Orosei.

A parte alcune piccole differenze che cambiavano da zona a zona, la sostanza era simile e voleva che i bambini andassero in giro per il paese chiedendo offerte per i defunti.

In diversi paesi, si intagliavano le zucche con rappresentazioni spaventose.

Per la notte, gli adulti lasciavano la tavola apparecchiata per i defunti. In alcune zone si mantenevano aperte le credenze, in altri si metteva della frutta secca vicino ai piatti, ma ovunque erano banditi i coltelli e le posate appuntite in generale.

Quindi i bambini avevano un ruolo centrale in questa ricorrenza, perché rappresentavano le anime dei defunti a cui venivano donati frutti di stagione e non gli si poteva impedire l’accesso nelle case dove bussavano. Tutto questo aveva anche una funzione educatrice, perché gli veniva insegnato a non temere la morte e i defunti.

Queste tradizioni ormai sono perse nella maggior parte della Sardegna e sopravvivono solo in piccole realtà.

Halloween oggi: la commercializzazione.

Negli USA, questa particolare festa è abbastanza recente, perché si è iniziata a celebrarla da meno di 150 anni e nel corso del tempo, come spesso accade in quella nazione, si è spettacolarizzata per fini commerciali e la sua sacralità è del tutto scomparsa.

Si potrebbe giusto obiettare che la parte sacrale e quella educatrice, le basi fondanti della festività anche nella nostra isola, sono ormai venute meno, ma i presunti legami della festa con i diavoli e col mondo satanico in generale sono dovuti a false credenze.

Non è in linea con la tradizione secolare sarda, ma ormai è una sera in cui ci si svaga in compagnia, mascherati o meno, come se fosse un carnevale d’autunno. Esempio ne sono stati gli eventi molto partecipati di ieri sera a Sassari.

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