Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt, Ugl TA: “Riaprire subito l’aeroporto di Olbia”

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I segretari territoriali sindacali Prontu (Filt-Cgil), Langiu (Fit-Cisl), E.Manca (Uilt) e Lisanti (Ugl TA) hanno chiesto la riapertura immediata dello scalo di Olbia così come stabilito dal decreto firmato dal Ministero dei Trasporti.

“La decisione del Governatore Solinas – fanno sapere in un comunicato congiunto – di voler vincolare la riapertura dell’Aeroporto di Olbia alla sottoscrizione di un protocollo di sicurezza è del tutto ingiustificata e si rischia il tracollo dell’intero settore turistico. È oramai da troppo tempo che queste Segreterie richiedono urgenti incontri al Presidente per affrontare i temi legati al sistema della mobilità aerea del Nord Sardegna, senza mai ricevere alcuna risposta come se il mondo del lavoro non fosse determinante nelle scelte di questa Giunta”.

“In questa fase di ripartenza – aggiungono – è essenziale la chiarezza sulle date di riapertura e la diffusione di linee guida da seguire per garantire la sicurezza dei viaggiatori, dei lavoratori e dei cittadini ed invece ci troviamo ad assistere ad un cambio repentino di indicazioni che smentiscono quanto comunicato solo poche ore prima, generando confusione e incertezza a scapito di tutto il tessuto economico Gallurese. Non possiamo non registrare il fatto che dalla Regione nulla è stato concepito per far fronte alle nuove esigenze dettate dall’emergenza sanitaria, come se si vivesse alla giornata e non fosse chiaro che sono necessarie scelte programmatiche e strutturali per un comparto così importante come quello dei trasporti”.

“Il Costa Smeralda, fino al 2 giugno, gestirebbe al pari dell’Aeroporto di Cagliari gli stessi flussi generati durante il periodo del lockdown, ma incomprensibilmente a Geasar viene richiesta la sottoscrizione di un protocollo che creerebbe una disparità nella gestione dei due scali. Indugiare ulteriormente sulla riapertura, determinerebbe la già delicata situazione del comparto turistico di questo territorio ed inoltre si andrebbero ad aggravare le condizioni economiche dei Lavoratori che interessano l’intero sedime aereoportuale”.

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