Zone 30, Sassari cambia volto grazie anche agli studenti del Liceo Artistico “Figari”

Una città più sicura, a misura di pedoni e di bambini, con limiti alla velocità che si coniugano con un originale decoro urbano, per rendere più piacevole passeggiare. Sono alcuni degli obiettivi delle Zone 30 istituite dall’Amministrazione comunale di Sassari che ha stretto una collaborazione con il liceo artistico Figari per un progetto di “urbanistica tattica” che vedrà viale Italia ricoperta da un immenso tappeto di resina colorata e via Calvia con un’area pedonale arricchita con una rivisitazione di un’opera di Mauro Manca. Entrambi frutto dello studio e dell’ingegno degli alunni del Figari, che hanno messo le loro competenze e la loro passione a servizio della comunità. Tutti i particolari sono stati presentati in occasione della settimana europea della mobilità, oggi, 22 settembre, nell’aula magna del liceo di via Calvia, dal sindaco Nanni Campus, dall’assessore alle Infrastrutture della Mobilità Carlo Sardara con il dirigente Fabio Spurio, dal dirigente dell’Istituto Mariano Muggianu, dal referente dell’area artistica Giancarlo Catta e dal progettista Antonio Delogu.

Alla fine del 2022 sono partiti i cantieri legati all’istituzione delle Zone 30, con l’eliminazione dei paletti da viale Italia, ma i lavori nelle strade sono iniziati a maggio del 2023. Si tratta di interventi finalizzati a migliorare la sicurezza stradale, riducendo gli incidenti che anche nelle vie cittadine sono estremamente diffusi (secondo i dati della Polizia locale, da gennaio a fine agosto sono stati registrati oltre 920 sinistri in tutto il territorio comunale). «È tuttavia riduttivo identificare le zone 30 come parti della città in cui vige solo una limitazione della velocità. Al pari di molte altre realtà in ambito nazionale e internazionale, anche Sassari ha deciso di sposare questo nuovo approccio alla mobilità» ha spiegato l’assessore Carlo Sardara. Le zone 30 seguono infatti una filosofia legata alla gerarchizzazione dei flussi di traffico, con l’individuazione di quelle porzioni di territorio all’interno delle quali risulta vantaggioso disincentivare l’utilizzo dell’automobile. Non solo per questioni di sicurezza, ma anche e soprattutto per aumentare la qualità urbana, restituendo ai pedoni quegli spazi in cui si vive, si gioca e si lavora.

«Le scelte di questa Amministrazione, che hanno approvato le progettualità in essere e gli indirizzi dati alla redazione del Piano Urbano della Mobilità sostenibile, confermano il cambio di rotta – ha aggiunto il sindaco Nanni Campus -. Si tratta di decisioni coerenti e coordinate che hanno una visione della città nella sua complessità e interezza, che guarda dalle periferie al centro, senza escludere nessuno. Una idea di Sassari che guarda al futuro, a una viabilità razionale, con piste ciclabili e spazi pedonali che si completano e realmente fruibili».

I lavori delle Zone 30 dovrebbe completarsi entro la fine dell’anno, salvo contrattempi. In questi giorni gli operai sono alle prese con il comparto “F” delimitato dalle vie Vienna, Budapest, Rockefeller, Gioscari, e comparto “E” tra via Mancini, piazza d’Armi, via Deffenu, viale Amendola e corso Angioy. La progettazione delle zone 30 previste nel finanziamento ministeriale delle “ciclovie urbane” ha previsto alcune modifiche alla viabilità interna al comparto che mirano a valorizzare gli spazi pubblici. In tutti i comparti, gli ingressi alle Zone 30 sono inoltre contraddistinti dai “cuscini berlinesi”, appositamente autorizzati dal Ministero, che a differenza dei normali dissuasori di traffico consentono il transito di bici, moto e mezzi di soccorso, senza necessità di essere scavalcati. Completano gli ingressi una serie di elementi di arredo urbano quali fioriere e paletti delimitatori integrati con segnalatori luminosi.

In particolare, in via Washington, davanti all’ingresso della scuola e della chiesa, sono state impresse alcune sinuosità sulla strada con l’obiettivo, insieme agli attraversamenti pedonali già presenti, di moderare la velocità per la sicurezza di pedoni e studenti. Il marciapiede davanti alla scuola è ora più largo, in modo da favorire l’accoglienza e l’uscita degli studenti. Così come già avvenuto davanti all’istituto di via Porcellana, è stato colorato con lo stesso disegno “a pois”, che tanto è piaciuto ai bambini. Un approccio teso a migliorare la qualità dell’abitare per rendere gli spazi pubblici più utili e piacevoli per chi li usa.

Su questa filosofia si è basata anche la collaborazione con il liceo Figari. Per quanto riguarda l’ingresso alla zona 30 di via Calvia (dove si trova la scuola) e di viale Italia, sono stati gli studenti del liceo artistico a proporre delle soluzioni creative ispirate a importanti artisti sardi. In particolare, in via Calvia è prevista la creazione di un’ampia zona pedonalizzata con finitura in resina proprio in prossimità dell’accesso al fabbricato scolastico, per la sicurezza degli alunni durante gli orari di ingresso e uscita.

Il liceo artistico ha manifestato all’Amministrazione comunale il proprio interesse a fornire, in collaborazione lo studio di progettazione dell’architetto Antonio Delogu, una soluzione creativa di “urbanismo tattico” formulata dai propri studenti, da realizzarsi negli spazi pedonali previsti dal progetto, per caratterizzarne l’aspetto, ispirandosi ai lavori e alle opere di Mauro Manca, artista e storico preside del nostro liceo, e proseguendo un percorso didattico già in essere all’interno dell’istituto e denominato “A mano a mano”, in collaborazione con il Museo MURATS di Samugheo. Gli studenti dei corsi design della moda, pittura, architettura e design dei metalli (classi IV A, IV H, V B a.s. 2023/24, V B e V C a.s. 2022/23) hanno lavorato coordinati dai docenti dell’area artistica del liceo.

La collaborazione tra liceo, Comune e lo studio che si è occupato della progettazione delle Zone 30 cittadine si è poi estesa anche alla rimodulazione che coinvolge viale Italia dove, al posto della pista ciclabile dismessa, sarà realizzato un salotto urbano caratterizzato da arredi esterni e spazi di ritrovo e socializzazione con un nuovo disegno della pavimentazione ispirato alle opere e alla cifra artistica di Eugenio Tavolara, a cui è dedicato il vicino padiglione per l’artigianato opera di Ubaldo Badas.

«In tal modo, la nostra comunità scolastica ha potuto partecipare attivamente a questo significativo intervento di urbanismo tattico, avendo modo di applicare sul campo alcune delle nozioni che apprende duranti gli studi e contribuendo concretamente al rinnovo di una parte dell’immagine urbana di Sassari» ha spiegato il dirigente scolastico Mariano Muggianu.

Sono state proposte ben 41 progetti per via Calvia e tre per viale Italia. Una giuria tecnica ha selezionato quelli più adatti, tenendo conto della facilità di riproduzione e di manutenzione nel corso del tempo. L’Amministrazione comunale ha donato i biglietti per visitare la Rete Thàmus a tutti coloro che hanno partecipato al progetto.

In occasione della conferenza stampa, nella galleria del liceo, è stata allestita una mostra in cui sono esposti tutti gli elaborati grafici realizzati dagli studenti e le simulazioni fotografiche con le varie ipotesi di studio della sistemazione di viale Italia e dell’area pedonale esterna all’ingresso della scuola, incluse le proposte selezionate.

Per via Calvia è stata selezionata l’opera di Paolo Lasio, studente della IV A, corso di Design della moda. L’elaborato è stato scelto tra una rosa di 40 bozzetti, tutti ispirati all’arte di Mauro Manca. Paolo Lasio per il suo lavoro si è ispirato a una serie di opere realizzate da Mauro Manca intorno alla metà degli Anni ’50, figure umane dalla forte connotazione simbolica, contrassegnate da pochi tratti essenziali, ma riconoscibili. La realizzazione dell’opera sarà affidata agli studenti del corso di pittura.

Per il progetto di viale Italia è stata selezionata la soluzione studiata dall’alunna Rachele Casula (corso Design dei metalli) che ha tratto ispirazione da un’opera tessile di Eugenio Tavolara. Adottando la sua palette di colori e reinterpretandone le forme, attraverso l’utilizzo di riquadri a richiamare le trame dei tappeti. L’opera interesserà il tratto di viale Italia tra il padiglione Tavolara e piazza Marconi.

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