Violenza su una giovane donna a Sassari, Antonello Sassu: “Paura e silenzi, che fine ha fatto la mobilitazione?”

“Nei giorni scorsi, nel cuore del centro storico di Sassari, si sarebbe consumata un’altra tragedia: una giovane donna, secondo alcune segnalazioni, bruttamente picchiata da un uomo di origine ghanese. Fatto che evoca orrore, rabbia, e una domanda che martella: dove sono le voci di condanna, le mobilitazioni, le proteste?” E’ quanto denuncia Antonello Sassu, consigliere comunale di Sassari e Capogruppo della lista civica “Sassari Progetto Comune”.
“Il sospetto – prosegue Sassu –  è che questa aggressione rappresenti un tentativo ancora una volta di femminicidio. Ma anche se la verità sancisse lesioni gravi senza morte, resta la brutalità dell’episodio: una casa, un’aggressione, una ragazza in pericolo, un uomo ammanettato. In molti casi, come denuncia chi si batte contro la violenza di genere, si attende la certezza prima di mobilitarsi in piazza, di stringersi attorno alla vittima, di urlare «mai più»”.

“Ma è proprio in questi casi che il silenzio diventa complice: complice del dolore, della solitudine, della paura. Le donne che denunciano violenza sanno, troppo spesso, di essere sole. E sanno che la solidarietà “a giorni alterni” non basta. Se davvero chiamiamo “patriarcato” quella struttura di potere che consente l’abuso, l’intimidazione, la sopraffazione, allora la nostra responsabilità non è attendere l’esito delle indagini. È agire, ora. Al fianco di chi è offesa. Anche prima che arrivi la sentenza”.

“Perché la domanda non è solo «chi ha colpito». Ma «quanti altri colpiranno se continuiamo a far finta di nulla?». Per ora la ragazza è stata salvata dai carabinieri – conclude Antonello Sassu, mentre la politica tanto sensibile a manifestare contro i femminicidi e la violenza sulle donne tace”.

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