Sa Die de sa Sardigna si avvicina e con essa l’ormai attesissimo cartello di eventi organizzato da S’Arza Associazione Culturale, Sa Domo de Totus e sostenuto da una sempre più ampia rete di scuole e associazioni. Dal 24 al 28 aprile Sassari si trasforma in un laboratorio diffuso di memoria storica e partecipazione civile con “Primavere Sarde – Sa Die de sa Sardigna”, un programma riccamente articolato di iniziative che quest’anno è dedicato al 230° anniversario dell’ingresso in città di Giovanni Maria Angioy, figura simbolo della rivoluzione sarda di fine Settecento.
L’iniziativa intreccia formazione, teatro, celebrazioni e dibattito pubblico, coinvolgendo scuole, associazioni e istituzioni cittadine in un percorso che mira a restituire centralità alla storia rivoluzionaria dell’isola. Dopo le celebrazioni dello scorso febbraio dedicate alla ricorrenza dell’ingresso di Giovanni Maria Angioy in città, la stessa rete di associazioni e scuole si appresta a ricordare la «cacciata dei piemontesi» e il ruolo di Sassari nel triennio rivoluzionario.
La «Rivolutzione» a teatro
Cuore pulsante del ricco cartellone di eventi è la messa in scena della rappresentazione teatrale con cui la compagnia Teatro S’Arza, da ormai quattordici anni, ha reso familiare ai sassaresi l’epopea di Angioy e dei rivoluzionari sardi. Quest’anno, coerentemente con l’edizione speciale, lo spettacolo sarà incentrato sulle «memorie de sa sarda rivolutzione: Angioy entra in città».
Come di consueto da ormai tre anni a questa parte la rappresentazione sarà doppia. La prima sarà riservata a circa quattrocento studenti delle scuole aderenti al progetto (Liceo Figari, ITI Angioy, Liceo Castelvì, Istituto Devilla di Sassari e Istituto Paglietti di Porto Torres). L’incontro con le scuole è calendarizzato per il 24 aprile e si svolgerà presso l’Auditorium Provinciale di Via Monte Grappa. Ad avvicinare gli studenti ad una storia tutt’oggi poco affrontata dai programmi scolastici, anche gli interventi del prof. Cristiano Sabino, della scrittrice siciliana trapiantata a Palermo Adriana Valenti Sabouret e del più grande esperto vivente del triennio rivoluzionario, Federico Francioni.
Si replicherà con la versione itinerante prevista il 28 aprile, il giorno di Sa Die. Alle 19 in punto, partendo da piazza d’Italia, gli artisti, con la sapiente regia di Romano Foddai, metteranno in scena le gesta dei rivoluzionari sardi per le vie della città. Fra gli altri Maria Paola Dessì, Margherita Frau, Veronica Meazza, Nicolino Murru, Francesco Petretto, Stefano Petretto, Domenico Soggia, Fabio Uleri. Lo spettacolo itinerante sarà accompagnato dalle voci del coro degli Amici del Canto Sardodiretto dal maestro Salvatore Bullae del Gruppo di ballo Monte Alma di Nulvi.
La celebrazione ufficiale
Ma il cartello del programma prevede diverse altre iniziative che si concentrano prevalentemente il 28 aprile.
Si inizia appunto il 28 aprile, alle ore 10 del mattino, con la consueta deposizione di una corona di fiori al monumento ai patrioti sardi inaugurato due anni fa in Largo Don Leonardo Carboni, in via Quarto. Alla cerimonia parteciperà il sindaco di Sassari e della Città Metropolitana di Sassari Giuseppe Mascia. Seguiranno gli interventi delle associazioni promotrici.
Le visite guidate del FAI
Subito dopo, con ritmo notevolmente serrato, seguiranno le visite guidate al Palazzo della Provincia curate dal FAI. In due sessione, alle ore 12:00 e 16:00 e fino ad esaurimento posti, il professor Cristiano Sabino illustrerà, nel contesto della spettacolare Sala Sciuti aperta al pubblico per l’occasione, i momenti salienti della Rivoluzione nel suo rapporto con il capoluogo turritano.
Il convegno
Nel pomeriggio, a ruota dopo la visita guidata curata dal FAI, alle 16:30, ci si sposterà nella Sala Angioy del medesimo Palazzo della Provincia. Qui un parterre d’eccezione affronterà il tema a cui è dedicata Primavere Sarde del 2026: “1796-2026. Sassari tzitade rivolutzionaria”, con gli interventi degli storici Omar Onnis, Federico Francioni e della scrittrice e saggista Adriana Valenti Sabouret. Un momento di riflessione che punta a rileggere Sassari come centro propulsore di dinamiche rivoluzionarie e di trasformazione sociale.
Il concerto
Terminato il convegno tutti in strada a seguire la rappresentazione itinerante curata da Teatro S’Arza che si snoderà per i Portici Crispi, piazza Castello, e piazza Rosario.
Gran finale musicale con il concerto del cantautore sardo Andrea Andrillo presso la sede dell’associazione Sa Domo de Totus in via Frigaglia 14 b, spazio ormai centrale nella vita culturale e politica cittadina e da quattro anni copromotrice insieme a S’Arza del progetto Primavere Sarde.
Una ricca collaborazione
Sempre più ricco il cartello di scuole e associazioni impegnate nella promozione dell’evento. Quest’anno, oltre all’ingresso del FAI, e alla consueta partecipazione dei Cobas Scuola Sardegna e di Assemblea Natzionale Sarda, è da segnalare la collaborazione dell’Istituto Camillo Bellieni e l’ampliarsi del ventaglio delle scuole aderenti.
Scuole e istituzioni protagoniste della riscoperta angioyana
Dopo quasi duecento di rimozione Sassari riabbraccia la sua storia. Il perno principale di questa operazione culturale è sempre più la scuola. Gli studenti degli istituti superiori sassaresi non sono semplici spettatori, ma protagonisti attivi nella rielaborazione della memoria attraverso un progetto didattico che negli anni diventa sempre più ricco.
Un altro fattore fondamentale è la partnership con le istituzioni. Con il contributo della Regione Autonoma, del Comune di Sassari, Fondazione Sardegna e il patrocinio della Città Metropolitana, l’evento nato dal lavoro delle associazioni, è diventata ormai un atteso appuntamento cittadino.

