Kurdistan: Incontro di Gioventù Nazionale Sassari con Michele Pisano al suo rientro dal viaggio “Frontline Academy” de Il Giornale

Da sinistra: Luca Babudieri, Michele Pisano, Gaia Brau e Giorgio Saddi

Ci sono storie che il deserto custodisce gelosamente, finché un viaggiatore non le condivide, cariche di coraggio e verità.
Ieri, a Sassari, abbiamo avuto il privilegio di ascoltare il racconto di Michele Pisano, rientrato di recente dal viaggio “Frontline Academy” de Il Giornale nei territori del Kurdistan iracheno, guidato da Fausto Biloslavo, giornalista e instancabile avventuriero.
Su invito dei ragazzi di Gioventù Nazionale Sassari, Michele ci ha condotti dentro un mondo tanto distante quanto magnetico, dove ogni passo riecheggia sulle orme di secoli di storia e di popoli che ancora oggi lottano per difendere la propria identità.
Le sue parole, cariche di dettagli, volti e sensazioni, ci hanno trasportati nelle battaglie quotidiane dei popoli mediorientali contro il fondamentalismo islamista e le incursioni imperialiste straniere; in quelle guerre combattute per preservare un lembo di terra che per molti è tutto ciò che resta: casa, radici, Patria.

Poi il racconto dei campi profughi, dove l’infanzia non è un diritto ma una parentesi fragile e breve; dove i bambini imparano presto a riconoscere il rumore delle armi più di quello dei giochi. E ancora la vita dei militanti delle varie fazioni, uomini temprati dal sole e dai conflitti, che inseguono un frammento di sicurezza in un mare di incertezze.

A rendere tutto ancora più vivido è stata una carrellata di fotografie scattate da Michele: immagini crude, potenti, che parlano senza bisogno di parole. Tra tutte, la più toccante: un villaggio raso al suolo dai bombardamenti e, tra le macerie, il dipinto di una bambina che stringe un piccolo orsacchiotto mentre attorno esplodono le bombe. Uno sguardo sull’innocenza tradita, su territori in cui il tempo dell’infanzia si sgretola troppo presto.

In un’epoca segnata dal disincanto, dove l’apatia rischia di soffocare ogni slancio ideale, storie così autentiche hanno ancora la forza di scuotere le coscienze. Di risvegliare curiosità sopite, di ricordarci che la realtà non è fatta solo di comfort e certezze, ma anche di popoli che resistono, sperano e lottano.

La serata si è conclusa con un dibattito appassionato, impreziosito dalle domande dei più giovani: sguardi curiosi, menti vivaci, un entusiasmo che dava energia alla sala. Sono stati loro, con la loro sete di conoscenza, a trasformare l’incontro in un’autentica occasione di crescita collettiva.

Un grazie sincero a chi continua a credere che la formazione sia il primo passo verso la maturità personale e comunitaria. Approfondimenti come questo sono il terreno fertile in cui germogliano giovani consapevoli, coraggiosi, innamorati della vita e dell’avventura.
E un grazie speciale a Luca Babudieri, Gaia Brau, Giorgio Saddi e a tutti i militanti di Gioventù Nazionale Sassari, per l’organizzazione impeccabile e per aver reso possibile una serata che profuma di futuro, di passione e di quei sogni che meritano di essere inseguiti con determinazione.

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