Fosso della Noce, il Comune di Sassari fa chiarezza sul programma di interventi per la messa in sicurezza della vallata

Dopo le ultime notizie apparse sui vari organi di stampa, l’Amministrazione comunale di Sassari, al fine di fare chiarezza e dare informazioni complete alla popolazione, ha ritenuto opportuno fare alcune precisazioni.

Nell’ambito del generale programma di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico del territorio comunale di Sassari avviati dall’Amministrazione per una spesa complessiva di circa 10 milioni di euro, prosegue l’iter amministrativo di quello relativo alla messa in sicurezza idraulica della vallata del Fosso della Noce. Iniziato nel mese di settembre 2020, con l’ottenimento di un finanziamento ministeriale di € 5.000.000,00 detto intervento contribuisce a ridurre l’elevata pericolosità idraulica attualmente presente in città tra la zona dell’acquedotto fino a Predda Niedda, come risultante dal Piano di Assetto Idrogeologico. Proprio in considerazione della sua valenza strategica di contrasto al dissesto idrogeologico, il Ministero lo ha successivamente inserito nell’ambito delle misure previste dal PNRR. Per effetto di un contributo regionale di € 460.000,00 e della quota spettante del “fondo opere indifferibili”, pari ad € 500.000,00, la spesa complessiva dell’opera è pari ad € 5.960.000,00.

Nel rispetto delle stringenti tempistiche imposte dal PNRR, si è proceduto a bandire le gare per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e, una volta definito il progetto di fattibilità tecnico ed economica, è stata indetta la conferenza di servizi preliminare, finalizzata all’ottenimento dei pareri tecnici da parte degli enti coinvolti, necessari all’approvazione dello stesso progetto. Ottenuto il pieno assenso dei soggetti coinvolti, tra cui la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro e la positiva verifica di coerenza da parte della Regione Sardegna, nel mese di dicembre 2022, previa deliberazione di Consiglio Comunale in ordine al procedimento espropriativo delle aree interessate dall’intervento, si è bandita la gara di appalto integrato, come previsto dal PNRR, per l’affidamento congiunto della progettazione definitiva ed esecutiva, e la successiva esecuzione dei lavori.

Il progetto di massima prevede la realizzazione di un alveo da 890 metri in gran parte a cielo aperto, realizzato con materiali naturali in grado di raccogliere e allontanare le portate di piena eccezionale evitando che allaghino pericolosamente case, strade e giardini. L’acqua potrà così superare in totale sicurezza i terrapieni di viale Trento e viale Trieste per raggiungere la Valle del Rosello, fino al Rio San Giovanni.

La larghezza massima della parte naturale a cielo aperto (372 metri) sarà di 7 metri e saranno utilizzati materiali naturali: terra, pietrame e piante. In corrispondenza dei parcheggi esistenti (Santi Angeli, Provincia di SS, Banco di Sardegna, Condomini vari) in modo da non perdere qualche centinaio di posti auto attualmente esistenti su aree già da molti anni totalmente denaturalizzate, il canale, largo massimo 4 metri e per una lunghezza totale di 209 metri, sarà realizzato in calcestruzzo con copertura con griglia carrabile. Saranno in cemento anche i tratti sotto i due terrapieni e relativi raccordi.

Il passaggio attraverso i rilevati di viale Trento e viale Trieste sarà realizzato con una tecnica detta “No-Dig” che prevede la trivellazione orizzontale dei terrapieni senza ulteriori scavi. Ciò consentirà di ridurre fortemente la produzione di rifiuti da scavo, di azzerare la produzione di agenti inquinanti (polveri, anidride carbonica, rumore) e di non creare disagi alla popolazione per interruzioni del traffico o della percorribilità di viale Trento e viale Trieste.

La realizzazione dell’opera prevede la rimozione di alcuni alberi lungo il tracciato e al tempo stesso il rinverdimento del nuovo canale con essenze autoctone e nuovi alberi lungo il margine del canale; ciò consentirà il mantenimento degli habitat attualmente presenti e al contempo una nuova opportunità per la formazione di ecosistemi che vivono grazie alla presenza dell’acqua.

Pur non essendo prevista per tale categoria di opera la procedura di dibattito pubblico, nell’ottica di favorire la più ampia partecipazione e comprensione del progetto da parte della cittadinanza, a marzo 2023 il progetto è stato oggetto di un’ulteriore condivisione nell’ambito della IV commissione consiliare permanente e, inoltre, ancorché non ricadente tra le fattispecie espressamente previste dalla norma, è stato attivato presso i competenti uffici regionali il procedimento di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) che è tutt’ora in corso di svolgimento.

La conclusione di detta procedura consentirà di giungere all’aggiudicazione dell’appalto e all’avvio degli ulteriori livelli di progettazione che potranno apportare modifiche e migliorie tecniche e progettuali, purché rispondenti all’obbiettivo di poter certificare la mitigazione del rischio idraulico, e che dovranno tener conto dell’esito della citata procedura di valutazione ambientale, al fine di conciliare le esigenze di mitigazione del rischio idrogeologico, quanto mai attuali alla luce dei recenti disastri avvenuti in varie parti del territorio nazionale, con il rispetto delle componenti ambientali.

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