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“Fast Fashion? No, grazie!”, al via il progetto educativo del Ceas del Comune di Sassari

Redazione 10 Marzo 2026 0 commenti
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Sensibilizzare giovani e cittadini sugli impatti ambientali, etici ed economici dell’industria della fast fashion, un settore basato su produzione accelerata di capi a basso costo, che contribuisce in modo rilevante all’inquinamento, allo sfruttamento delle risorse e a condizioni di lavoro non dignitose. È l’obiettivo che si pone il percorso educativo avviato dal Ceas Lago Baratz del Comune di Sassari “Fast fashion? No grazie!”, partito nei giorni scorsi all’istituto professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato di Sassari.

L’iniziativa propone un percorso formativo che invita a ripensare il rapporto con l’abbigliamento, promuovendo modelli di consumo più consapevoli e sostenibili. Al centro del progetto c’è l’upcycling: una pratica creativa che permette di trasformare abiti dismessi in nuovi capi e oggetti originali, dimostrando come il recupero possa diventare un gesto di responsabilità ambientale ma anche un’opportunità di espressione artistica.

Il progetto offrirà alle classi coinvolte un’esperienza completa che unisce teoria, pratica e contatto diretto con realtà produttive virtuose.

Dopo una prima fase di approfondimento sui temi della sostenibilità e dell’impatto della fast fashion, gli studenti vivranno un’esperienza concreta di economia circolare applicata al settore tessile attraverso laboratori creativi guidati dalle educatrici del Ceas Lago Baratz e dall’esperto scenografo e costumista Fabio Loi. I partecipanti progetteranno e realizzeranno capi di abbigliamento e accessori partendo da tessuti e indumenti usati. Un percorso che stimola manualità, creatività e capacità progettuale, ma anche una riflessione concreta sul valore del riuso.

Il lavoro realizzato dagli studenti e dai corsisti sarà valorizzato attraverso due eventi conclusivi aperti alla città. Il primo sarà un fashion show, dove sfileranno i capi progettati dagli studenti e i manufatti creativi prodotti nel corso di cucito. Il secondo appuntamento consisterà in una mostra espositiva, allestita in uno spazio centrale di Sassari, pensata per raccontare l’intero percorso, presentare i risultati raggiunti e sensibilizzare il pubblico sul tema del riuso tessile. Dalla mostra prenderà forma anche un catalogo digitale, che sarà pubblicato sui siti istituzionali del Comune e della scuola.

L’iniziativa vede coinvolto il settore Ambiente e Verde pubblico del Comune di Sassari, in collaborazione con Alea Ricerca&Ambiente, gestore del Ceas Lago Baratz, e Sardinia Nature, nella progettazione e realizzazione di attività di sensibilizzazione rivolte a ragazzi e adulti. Il progetto, finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna nell’ambito delle iniziative rivolte agli enti pubblici titolari di Ceas appartenenti alla rete Infeas, coinvolge le classi terza e quinta dell’istituto superiore, oltre a un gruppo di cittadine di Sassari che partecipano al corso di cucito creativo.

Questi eventi rappresentano un momento di condivisione e riconoscimento del lavoro svolto, ma anche un’occasione per diffondere un messaggio forte: la moda può essere innovativa, bella e contemporanea senza rinunciare alla sostenibilità.

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