A Sassari oltre 10mila visite al Padiglione Tavolara negli ultimi sei mesi

Tempo di primi bilanci per la gestione del Padiglione Tavolara, che dopo i primi sei mesi di attività sotto la guida della Fondazione Nivola celebra il semestre appena concluso con un pensiero sul futuro. Qualche numero per confermare quanto il territorio avesse a cuore la riapertura del Padiglione intitolato a Eugenio Tavolara. Sono, infatti, oltre 10.000 le visite registrate ad oggi, sostenute anche e soprattutto dall’attrazione principale rappresentata da “Faccio con la mente penso con le mani – Artigianə, Designer e Makers della Sardegna contemporanea”, la mostra ora visitabile fino al 30 agosto 2023 che ne ha tenuto a battesimo la riapertura di dicembre 2022. Promossa dal Comune di Sassari con il supporto di Fondazione di Sardegna e della Regione Autonoma della Sardegna e organizzata dal Museo Nivola di Orani, con la cura di Giuliana Altea, Antonella Camarda e Luca Cheri, la mostra racconta gli ultimi quindici anni di creatività e progetti realizzati in Sardegna nel campo espanso del design. Lo fa presentando il mondo delle produzioni creative isolane, dal design industriale al recupero di antiche tecniche artigianali, dall’high-tech all’archeologia sperimentale, e contro l’idea di una Sardegna che ripropone passivamente una tradizione senza tempo.

Siamo felici di aver accettato il compito, affidatoci dal Comune di Sassari, di dare nuova vita al Padiglione Tavolara. Se fin qui abbiamo potuto svolgerlo con successo lo dobbiamo alla grande partecipazione dei nostri partner e del territorio  – spiega Giuliana Altea, Presidente della Fondazione Nivola e co-curatrice della mostra –.  Grazie alla mostra Faccio con la mente Penso con le mani e al fitto calendario di attività collaterali in programma per questo 2023 il Padiglione si è proposto come luogo di scambio e di incontro per il pubblico e per gli addetti ai lavori, come punto di riferimento per quanto si muove oggi in Sardegna sul piano del design, dell’artigianato, dell’arte e della cultura in generale.”

“Eravamo certi che riaprire il padiglione Tavolara dovesse essere per la nostra Amministrazione una priorità ed eravamo certi che avrebbe rappresentato un luogo storico restituito alla città, che lo attendeva da ormai troppo tempo – dichiara Rosanna Arru, Assessora ai Lavori pubblici, Manutenzioni, Gestione del Patrimonio e Strutture sportive – Ciò che però abbiamo ottenuto è andato ben oltre. Il padiglione Tavolara oggi è un’area espositiva e una mostra mercato, ma è anche quotidianamente e senza soluzione di continuità luogo di cultura a 360 gradi. Laboratori per bambini, incontri dell’università della Terza età, presentazione di libri, convegni, performance teatrali e di danza sono soltanto alcune delle attività che hanno animato quei meravigliosi spazi. Il Tavolara ha dato una nuova vitalità culturale a Sassari, un luogo inclusivo e non esclusivo, da vivere, scoprire ogni giorno e adatto davvero a chiunque e a tutte le età. E siamo certi che potrà solo continuare a crescere su questa strada.”

Grande soddisfazione anche per il bilancio delle attività svolte e in corso di svolgimento. Infatti, ad oggi sono stati attivati 23 laboratori didattici per bambine e bambini, una decina di presentazioni di libri, 3 concerti e spettacoli, 5 talk a tema con artigiani e designer, una residenza artistica, due collaborazioni con i festival Abbabula e Bardunfula. Infine, si registra un totale di 42 scuole coinvolte in diverse attività e visite guidate. Un calendario di attività significativo la cui importanza comincia proprio dalla sua sede: il Padiglione Tavolara, nel cuore della città di Sassari, un gioiello architettonico costruito nel 1956 su progetto di Ubaldo Badas (1904-1985) per ospitare le mostre dell’ISOLA, l’Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano fondato negli anni Cinquanta con la guida del designer Eugenio Tavolara (1901 – 1963) per favorire il rinnovamento dell’artigianato sardo attraverso il dialogo fra artisti, designer e artigiani.

Lo stesso edificio del Padiglione, gioiello dell’architettura anni Cinquanta progettato da Ubaldo Badas, vale di per sé una visita, con le sue strutture aeree immerse nel verde dei Giardini Pubblici e il suo ricco patrimonio di interventi decorativi dovuti allo scultore e designer Eugenio Tavolara e ad alcuni tra i maggiori ceramisti sardi dell’epoca, Gavino Tilocca, Giuseppe Silecchia ed Emilia Palomba.

Continua anche, al pianterreno del Padiglione, l’attività commerciale nello storico Salone delle Botteghe, affidata alla gestione di Confartigianato, che offre al pubblico una rassegna delle produzioni artigiane della Sardegna.

Condividi questo articolo:

Commenta l'articolo sulla pagina Facebook del Tamburino Sardo

commenti