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Manca (Lega): “Quali prospettive per il futuro di Sassari?”

Redazione 14 Giugno 2020 0 commenti
lega sardegna regione

“Il fatto che il territorio sassarese sia in affanno ormai da diversi decenni è cosa ormai acclarata e indiscutibile, riprova ne sono i primati negativi inanellati a livello nazionale e talvolta europeo. Andando un po’ a ritroso di qualche anno già dal 2010 godevamo del triste primato continentale di disoccupazione giovanile, cui col tempo si sono aggiunti quelli di scarsa natalità con saldo demografico negativo, invecchiamento della popolazione, bassa produzione e scarsa qualità della vita. Invero, un primato nazionale positivo parrebbe residuare: quello dei mq di supermercati in relazione al numero degli abitanti, cui deve aggiungersi un altro dato col segno più ossia quello relativo al saldo migratorio”. Lo afferma il consigliere regionale della Lega Ignazio Manca, che aggiunge “con queste premesse, il raffronto con la Sassari del secolo scorso, la Sassari che diede ben due presidenti della Repubblica ed un segretario nazionale del PCI tra i più amati d’Italia, resta improponibile”.

“Peraltro, è necessario comparare i due contesti storici per comprendere i motivi dei fasti del passato, così come le cause dell’attuale oblio. Senza la pretesa di voler scrivere la storia della città, competenza che lascio volentieri ad altri, è innegabile che ricchezza e splendore del passato restino legati essenzialmente a questi fattori: commercio, olivicoltura e terziario. Il tutto in un circuito virtuoso che portava a reinvestire il reddito sul territorio. La discesa – prosegue – ha inizio con la fine annunciata dell’industria chimica, verso cui per decenni sono stati dirottati fiumi di danaro pubblico, sottratti ad altri settori eco compatibili, quali agricoltura e turismo. Contestualmente ha avuto inizio la marcia degli ipermercati con lo spostamento dell’asse commerciale dal centro storico (un tempo cuore del commercio non solo cittadino ma dell’intero hinterland) verso Predda Niedda, che di fatto ha consacrato l’egemonia della globalizzazione. In pratica, a fagocitare il reddito non solo di Sassari ma dell’intero territorio circostante sono oggi le grandi catene di distribuzione, cioè le multinazionali, che molto spesso non pagano in loco neppure le tasse”.

“A tutto ciò – evidenzia -, si aggiunge la corsa al ripopolamento con i migranti, per i quali negli ultimi vent’anni ci si è spesi con scelte esclusive. In particolare, l’amministrazione comunale ha dato corso ad una serie infinita di progetti ed iniziative, che vedono coinvolte tantissime associazione culturali. In un tessuto sociale così debole, si è inevitabilmente creata una discriminazione tra autoctoni ed immigrati, che di certo non facilita la tanto decantata integrazione. Il messaggio che emerge è questo: la popolazione invecchia e diminuisce di contro i giovani sassaresi se vogliono un futuro devono scappare. D’altra parte, c’è sempre posto per accogliere migranti. Fatte queste premesse, occorre ricercare insieme le ricette per un’inversione di tendenza. Per quanto attiene la città, la prima misura da adottare è il porre un limite al dilagare degli ipermercati, riportare il commercio al centro della città e, prendendo spunto da quanto già fatto in Alto Adige, privilegiare le botteghe di quartiere”.

“Commercianti, artigiani e piccoli imprenditori rappresenterebbero il volano per una ripresa economica. Per quanto attiene il vecchio polo industriale, urge procedere, una volta per sempre, alle agognate bonifiche, nel loro complesso. Solo successivamente potrà iniziarsi la riconversione in attività produttive, che dovranno privilegiare i settori compatibili con la vocazione naturale. Andrà, dunque, incrementata l’agricoltura nella piana della Nurra, cui potranno collegarsi piccole e medie industrie conserviere; cantieristica, potenziamento porto turistico e commerciale, turismo archeologico e congressuale, valorizzazione Asinara. Anche in occasione del Covid 19 – conclude Manca – abbiamo dovuto subire l’onta dei più contagiati dell’isola. e forse c’è una correlazione con l’età dei residenti”.

 

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centro storico sassari

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