Slow Fish a Genova, l’assessore Valeria Satta: “La Sardegna presente con le meraviglie del nostro mare”

L’assessore regionale all’Agricoltura, Valeria Satta, ha preso parte ieri e oggi a Genova all’inaugurazione dell’undicesima edizione di Slow Fish, in programma dal 1° al 4 giugno al Porto Antico del capoluogo ligure.

“I mari, gli oceani e le acque interne non sono ecosistemi a sé stanti ma strettamente interconnessi con la terraferma: l’attività della pesca rappresenta uno dei legami più saldi tra i due ambienti” ha affermato l’assessore Satta a proposito del tema dell’edizione 2023, ‘Coast to Coast’.

“A questo appuntamento – ha aggiunto – non poteva mancare la nostra amata Sardegna, rappresentata dai nostri produttori locali che hanno fatto conoscere le meraviglie del mare sardo”.

Dopo aver partecipato nella giornata di ieri al taglio del nastro della manifestazione, insieme al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, al Sindaco Marco Bucci e al collega Assessore dell’Agricoltura Alessandro Piana, l’assessore Satta ha preso parte a numerose iniziative nel padiglione istituzionale della Regione Sardegna.

“Ho avuto il piacere di dare inizio ai lavori di incontro e confronto sul programma operativo Feamp – il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca – attraverso strategie di sviluppo locale, insieme ai Direttori delle Aree Marine Protette, ai Direttori dei Parchi Nazionali e ai Flag (Fishieries Local Action Groups) della Sardegna. Questi ultimi – spiega l’assessore dell’Agricoltura – rivestono un ruolo molto importante di mediazione tra i pescatori e le Aree Marine Protette: una sinergia che consente di rendere l’attività della pesca sempre più sostenibile”.

La giornata odierna è stata caratterizzata anche dal cooking show dello chef Anuelo Serra e dai laboratori del gusto in cui, ha concluso l’assessore Satta, “i sapori dei prodotti sardi sono stati esaltati rendendosi ancora una volta protagonisti: tra questi, l’anguilla affumicata, il Carignano del Sulcis e i capperi di Selargius”.

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