Riqualificazione edifici AREA, Salaris: “Abbattere i tempi della burocrazia”

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Si è svolto questa mattina in videoconferenza l’incontro propedeutico all’avvio del piano di riqualificazione ed efficientamento energetico degli edifici del patrimonio immobiliare pubblico gestito da Area.

L’Assessore dei lavori Pubblici Aldo Salaris, alla presenza dei rappresentanti dell’Azienda regionale per l’edilizia abitativa, ha incontrato gli operatori economici che hanno presentato la manifestazione di interesse nel corso della prima fase.

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“Il piano di riqualificazione rappresenta un formidabile strumento di modernizzazione del patrimonio pubblico che deve essere calato nella realtà locale, capace di affrontare i problemi, le urgenze e le emergenze che riguardano l’edilizia abitativa pubblica”, ha spiegato l’Assessore evidenziando le ricadute sia sul piano sociale e sia, per effetto del superbonus, su quello economico. “Abbiamo constatato un livello di interesse alto da parte delle imprese, che certifica l’importanza del progetto nel suo insieme. Condividiamo con Area la necessità di abbattere i tempi e il peso della burocrazia e faremo quanto nelle nostre possibilità per velocizzare le pratiche”.

Area è strutturata con cinque sedi territoriali in grado di assorbire una suddivisione fino a 50 lotti di intervento. L’ipotesi di lotto minimo – è stato evidenziato nel corso dell’incontro dalla stessa Area – potrebbe essere tra i 300 e gli 800 alloggi.

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Guardando al progetto nel suo insieme, usufruendo dei benefici fiscali derivanti dal superbonus 110%, le imprese edili avranno la possibilità di accedere al programma che interessa circa 35mila immobili (15.164 di proprietà Area, 19.381 alloggi in fabbricati di proprietà mista). Grazie al piano di riqualificazione sarà possibile incidere sui tessuti urbani di 326 città, sulle periferie e sui paesi, con evidenti riflessi sul miglioramento delle condizioni di vita degli inquilini. Allo stesso tempo, verrà attivata una importante leva di carattere economico: sulla base del numero degli edifici interessati è infatti stimata una ricaduta economica fino a 1 miliardo, cantieri aperti in tutta la Sardegna e la creazione di nuovi posti di lavoro (fino a 14mila unità). La fase di consultazione preliminare di mercato si è chiusa con la partecipazione di 76 operatori, la maggior parte dei quali proveniente dalla Sardegna, in particolare dalle province di Cagliari e Sassari (63%).

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