I Progressisti: «Un piano di rinascita dell’isola grazie al MES»

rapina portavalori

Un nuovo piano di rinascita per la Sardegna, finanziato con le annunciate risorse che l’Europa destinerà all’Italia per superare la crisi da pandemia Covid e che finiranno nelle casse delle Regioni solo se queste saranno in grado di progettare il futuro, con il coinvolgimento di tutte le istituzioni e, in questo caso, con la partecipazione dell’intera società sarda.

È la proposta dei Progressisti per fronteggiare la crisi economica, ma soprattutto per cogliere quelle che Massimo Zedda, Gianfranco Agus, Maria Laura Caddeo, Laura Orrù, Antonio Più e Gianfranco Satta, considerano “le grandi opportunità del Mes e del Recovery Fund”. Una mole di risorse aggiuntiva, rispetto ai fondi dell’Obiettivo Uno e ai tradizionali piani Ue, che si stima in oltre cento miliardi di euro, il 10 per cento dei quali potrebbe arrivare in “Sardegna” per realizzare azioni, riforme e infrastrutture nel campo sanitario, della conoscenza (scuola, università, cultura), della conversione ecologica, delle reti tecnologiche e della coesione sociale.

«L’Italia presenterà in Europa i progetti del nostro Paese il 30 ottobre – ha dichiarato Massimo Zedda –, ma in Sardegna non c’è ancora una proposta, né un’idea da parte del governo regionale, nonostante sia noto che le risorse arriveranno nell’Isola soltanto se si presenteranno validi progetti nei tempi e con le modalità stabilite». «Anche per questa ragione – ha aggiunto il capogruppo Agus – sarebbe già un successo se la Giunta decidesse di confrontarsi su piani e progetti con le opposizioni che, fin dall’inizio della legislatura, tentano, con senso di responsabilità, di sopperire agli errori e alle omissioni dell’esecutivo regionale». Laura Caddeo ha parlato di “metodo rivoluzionario” per evidenziare la straordinarietà della proposta dei consiglieri Progressisti mentre il suo collega di gruppo Gianfranco Satta ha riportato l’incontro con i giornalisti sul tema concreto dell’agricoltura e dell’economia dei campi.

«Il governo a trazione sardo-leghista – ha attaccato l’esponente della minoranza – dopo aver cavalcato strumentalmente il malcontento dei pastori non ha affrontato il nodo del prezzo del latte ed ha fino ad oggi proposto soltanto un contributo di 5 milioni di euro agli industriali del formaggio e incentivi per l’abbattimento dei capi agli allevatori». Non sono mancati i riferimenti alle volontà “distruttive della maggioranza per quanto riguarda coste, agro e paesaggio” per dare l’idea della battaglia che il gruppo di Massimo Zedda prepara in Aula nell’ormai imminente discussione del provvedimento che si propone di dare controverse interpretazioni autentiche ad alcune norme del Ppr.

La proposta di Legge dei Progressisti per “favorire la rinascita economica e sociale della Sardegna, in attuazione dell’articolo 13 dello Statuto” conta 11 articoli, ipotizza stanziamenti per almeno 10 miliardi in un tempo largo di circa dieci anni. Ha un’ampia relazione di carattere politico piuttosto che tecnico, nella quale si introduce, tra gli altri, il concetto di “pianificazione democratica”.

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