Covid-19. Particolari attenzioni sull’uso dei guanti monouso e mascherine

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Se non correttamente utilizzati, i guanti possono essere uno strumento di diffusione del coronavirus, oltre che di altri virus e batteri.

I guanti generano in chi li indossa un errato senso di protezione. Mentre con le mani nude si presta attenzione a cosa si tocca e si tende a lavarsele spesso o a sanificarle con le diverse soluzioni in commercio, l’uso dei guanti porta a trascurare le normali prescrizione igieniche, quasi che il virus possa contagiare attraverso la pelle, e così non è. I guanti trattengono esattamente come le mani nude sia virus sia batteri e possono trasferirli alle vere porte di ingresso nel nostro organismo: occhi, naso, bocca, oltre che contaminare ogni oggetto e superficie che si tocca.

Pertanto anche i guanti, se male utilizzati, possono essere vettore di contagio per noi stessi e per gli altri. Se non è possibile sostituirli dopo ogni contatto con oggetti e superfici che potrebbero essere contaminate come pulsantiere, maniglie, corrimano, carrelli della spesa, pompa di benzina, è necessario porre attenzione a non toccare altri oggetti personali (come il telefonino, ad esempio), spostare o riposizionare la mascherina sul viso, toccarsi inavvertitamente il viso, la bocca o gli occhi, usare fazzoletti, senza aver prima lavato le mani con sopra i guanti con acqua e sapone o averle sanificate con soluzioni disinfettanti.

Le mascherine sono fondamentali per impedire la diffusione del coronavirus, ma anch’esse devono essere utilizzate correttamente. Devono coprire adeguatamente la bocca e il naso, non devono essere toccate o spostate continuamente, devono essere tenute pulite sia nella parte interna, quella a contatto con la nostra bocca, che in quella esterna. Le mascherine semplici, le cosiddette chirurgiche prive di particolari filtri, hanno la funzione di impedire che minuscole goccioline di saliva e di secrezioni nasali possano passare da un soggetto a un altro nel parlare, nel tossire, nello starnutire, oltre che impedirci di portare inavvertitamente le mani al naso o alla bocca. Devono essere sostituite dopo alcune ore che le si usa perché possono sovraccaricarsi di virus e batteri. Data la scarsa disponibilità di tali presidi può essere utile conoscere la maniera di poterle sanificare, rendendole ancora efficaci per più volte. Quelle fatte di tessuto (cotone o cotone ed elastan) possono essere lavate anche con l’uso di additivi disinfettanti in acqua calda, oppure essere immerse in soluzione di ipoclorito di sodio allo 0,5 % (due cucchiai di normale candeggina in un litro d’acqua), o spruzzandovi sopra, da entrambe le parti, alcool almeno al 70% e lasciando che evapori completamente. Quelle fatte di tessuto non tessuto e le cosiddette filtranti non devono toccare acqua o candeggina ma possono essere sanificate, non più di due o tre volte per non perdere la loro funzione di barriera, spruzzandovi sopra alcool almeno al 70% da entrambe le parti, sia all’interno sia all’esterno. Tutte queste manovre devono essere fatte chiaramente evitando di toccare la mascherina con le mani non accuratamente lavate o sanificate. Si ricorda infine che il virus è trasmesso principalmente per via aerea ossia quando riesce a venire in contatto con la nostra bocca, il naso o gli occhi, pertanto il distanziamento sociale, ossia mantenere una distanza di oltre un metro dalle altre persone, è una delle fondamentali misure di prevenzione, oltre che il motivo dell’obbligo di restare a casa il più possibile.

L’altra fondamentale misura di protezione è quella di lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone o sanificarle con soluzioni disinfettanti, anche se indossano guanti protettivi, ogni qualvolta si toccano superfici od oggetti potenzialmente contaminati da altre persone.

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