Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lanusei, a seguito della recente dichiarazione dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), più volte ripresa dalla stampa, che prospetta la chiusura di 87 Tribunali in Italia nell’ambito di un piano di riorganizzazione della geografia giudiziaria, manifesta con forza la propria ferma e totale contrarietà a tale proposta, la quale risulta del tutto illogica ed idonea, se realizzata, a compromettere gravemente il normale funzionamento della Giustizia.
“A conferma di ciò – viene sottolineato in una nota il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lanusei – se fosse attuata tale proposta, solo in Sardegna sarebbero soppressi cinque Tribunali su sei, permanendo solo il Tribunale di Cagliari. Onde evitare qualsivoglia strumentalizzazione ed al solo fine di fare chiarezza, è opportuno rilevare che in Parlamento, ad oggi, sono state depositate proposte di legge (una quindicina circa) con le quali si intendono riaprire – e non sopprimere – le sedi giudiziarie”.
“Pertanto – prosegue la nota – la Politica ha manifestato in concreto una volontà del tutto contraria alla proposta dell’ANM. Il Tribunale di Lanusei rappresenta un presidio fondamentale di legalità e di giustizia per l’intero territorio dell’Ogliastra, una vasta area geografica caratterizzata da una distribuzione demografica dispersa, da difficili condizioni orografiche e da una cronica carenza infrastrutturale che rende già oggi complesso e oneroso l’accesso ai servizi pubblici essenziali. La sua eventuale soppressione non costituirebbe una mera razionalizzazione amministrativa, bensì un grave vulnus al diritto costituzionale dei cittadini a ricevere giustizia in tempi ragionevoli e in prossimità del proprio luogo di residenza”.
“L’Ordine degli Avvocati di Lanusei ribadisce con fermezza che la soppressione dei Tribunali periferici non è la soluzione ai problemi strutturali della giustizia italiana. Al contrario, tale scelta penalizzerebbe in misura sproporzionata le comunità più fragili, già svantaggiate sul piano economico e sociale, trasformando il diritto alla tutela giurisdizionale in un privilegio riservato a chi può permettersi di raggiungere sedi distanti centinaia di chilometri e di sostenere i relativi costi”.
Il Consiglio ricorda come la precedente riforma della geografia giudiziaria, attuata con il decreto legislativo n. 155/2012, abbia già comportato la soppressione di numerosi uffici giudiziari minori, senza che a ciò seguisse un reale miglioramento dell’efficienza complessiva del sistema. Ripercorrere quella strada significherebbe compiere il medesimo errore, aggravandone le conseguenze.
“L’Ordine degli Avvocati di Lanusei auspica che le istituzioni competenti — Ministero della Giustizia, Parlamento e CSM — valuteranno con la necessaria attenzione l’impatto sociale e territoriale di ogni eventuale riforma e che il confronto con le rappresentanze forensi locali sia garantito in ogni fase del processo decisionale, nel rispetto del ruolo che l’avvocatura svolge nell’amministrazione della giustizia”.
“Il Consiglio dell’Ordine, continuerà, come fatto sinora, in sinergia con i rappresentanti istituzionali, in primis con il Comune di Lanusei, ad attivarsi, con fatti concreti e non con mere parole, in tutte le sedi istituzionali per rafforzare il nostro Presidio Giudiziario ed a scongiurare qualsiasi provvedimento che possa determinare la chiusura del Tribunale di Lanusei o di qualsiasi altro presidio giudiziario nei territori periferici d’Italia”.

