Sassari. Studio conferma procedure attuate nei ricoveri al Pronto Soccorso

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Lo studio realizzato dal Pronto soccorso ha messo in luce la correttezza delle scelte effettuate nei ricoveri di 209 pazienti, che hanno effettuato il tampone dopo il loro ingresso nel reparto di destinazione finale.

Uno studio su 209 pazienti ricoverati tra il 18 aprile e il 7 maggio dopo un loro accesso in Pronto soccorso, mostra come nessuno dei soggetti, poi ospitati in vari reparti dell’Aou di Sassari, sia risultato positivo alla malattia Sars-Cov2. Il lavoro, basato sull’algoritmo decisionale sviluppato da procedure in accordo con le linee guida dell’Iss, lo ha realizzato il Pronto soccorso-Medicina d’urgenza del Santissima Annunziata. Sono stati presi in esame, nel periodo ancora acceso della pandemia, il numero totale degli accessi (1.285), il numero dei ricoveri totali (413), il numero dei totali ricoverati da percorso pulito (220). Di questi ultimi, appunto 209 hanno effettuato il tampone rinofaringeo in reparto: 208 sono risultati negativi mentre uno solo positivo si è rivelato un probabile falso positivo, in quanto i successivi due tamponi di conferma hanno dato esito negativo.

«La positività di un solo tampone rinofaringe su 209 – si legge nello studio – conferisce all’algoritmo validato un elevato valore predittivo negativo che, in questo caso, potrebbe essere ulteriormente rafforzato dalla verosimile bassa prevalenza di malattia nella popolazione».

L’algoritmo decisionale, elaborato dal gruppo di studio guidato dal dottor Paolo Pinna Parpaglia, utilizza una serie di informazioni epidemiologiche, cliniche, laboratoristiche e radiodiagnostiche. Gli snodi decisionali infatti si articolano su 3 livelli. Il primo livello – esterno (pretriage) –, basato sulla valutazione infermieristica alla tenda (pazienti autonomi) o in camera calda (pazienti trasportati dal 118), come misurazione temperatura corporea e valutazione presenza sintomi quali tosse, febbre, sintomi respiratori e contatti stretti con soggetti malati. Il secondo livello interno (checklist), basato sull’individuazione, da parte dell’infermiere addetto al triage, coadiuvato se necessario dal medico, di criteri maggiori e minori di infezione Sars-Cov2. Il terzo livello – isolamento (isolamento preventivo in PS) –, per pazienti inizialmente definiti sospetti al termine dei precedenti step valutativi, con ulteriore approfondimento clinico, anamnestico e diagnostico (ematochimico e radiologico) ed eventualmente eziologico (tampone rinofaringeo per Covid).

“L’algoritmo validato – spiega il dottor Paolo Pinna Parpaglia – si è dimostrato un validissimo supporto decisionale per i pazienti con patologie acute che necessitano di ricovero ospedaliero. È stato predisposto con lo scopo di evitare la penetrazione del virus all’interno dell’ospedale e salvaguardare la sicurezza di pazienti e operatori, consentendo di identificare una popolazione con infezione Sars-Cov2 altamente improbabile”.

A ulteriore conferma della validità dell’algoritmo decisionale e del collegato rigoroso rispetto delle procedure, dal momento della sua adozione nessun operatore del Pronto soccorso è mai risultato contagiato dal virus Sars-Cov2.

«La fase 2 della pandemia – sottolinea ancora il commissario Giovanni Maria Soro – è un periodo in cui gli indirizzi nazionali/regionali e internazionali, insieme alle linee guida delle società scientifiche, si aggiornano continuamente in relazione al progredire della conoscenza del virus e all’efficacia delle azioni messe in campo per la prevenzione e il contrasto”.

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