Covid, i Pronto Soccorso, Cagliari e Sassari allo stremo

ospedale civile santissima annunziata
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Pronto soccorso al collasso a Cagliari e Sassari: da un anno e mezzo i medici, gli infermieri e gli operatori socio sanitari lavorano senza sosta per curare e salvare i pazienti colpiti dal Covid. E’ quanto emerso in commissione Sanità del Consiglio regionale dove sono stati ascoltati i direttori dei Pronto soccorso delle due città, il commissario straordinario di Arnas, Paolo Cannas, la commissaria dell’Aou di Cagliari, Agnese Foddis e il commissario straordinario dell’Aou di Sassari, Antonio Lorenzo Spano.

Il personale è carente, è stato ribadito, ma entro ottobre, a conclusione del concorso per gli infermieri, sarà disponibile una graduatoria di circa 1.400 idonei da cui attingere.

Per ora “stiamo rincorrendo il virus”, ha ben sintetizzato la direttrice del pronto soccorso dell’Aou di Cagliari Rosanna Laconi. In particolare “agosto è stato un mese molto duro perché i numeri sono saliti enormemente”: 3.400 pazienti visitati. Per questo, ha spiegato, “il personale è stanco, troppo sotto pressione”. E, ha aggiunto la commissaria straordinaria Foddis, “è sufficiente che qualcuno si assenti per qualunque motivo per mandare in crisi la struttura”. Al Brotzu non va meglio. Qui, il direttore Fabrizio Polo ha ricordato che “quello che era un reparto di appoggio del Pronto soccorso con 12 posti letto, è stato trasformato in una semi intensiva Covid. Non saremo in grado di reggere un ottobre e novembre come quello del 2020”, ha ammonito.

Più tranquilla la situazione a Sassari. Per il direttore del pronto soccorso Mauro Oppes “gli accessi complessivi sono pari a quelli degli anni precedenti al Covid”. Infine, sulla carenza di medici è intervenuto Giorgio Oppi (Udc) che ha parlato di “una sanità malata, anche se abbiamo fatto una legge che consentirà di avere 7/800 medici nei prossimi tre anni”.

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