Comunità protetta “Le Ginestre”, la precisazione della Asl di Sassari

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In merito alla notizia sul rischio chiusura della Comunità protetta le “Ginestre” a Sassari diffuso dalla consigliera regionale Desirè Manca, la Direzione aziendale della Asl di Sassari precisa quanto segue:

Gli ospiti attualmente presenti presso la Comunità protetta le “Ginestre”, situata nel parco di Rizzeddu a Sassari, non sono pazienti psichiatrici. Tutti i pazienti infatti sono stati valutati dalle Unità di Valutazione Territoriale (UVT) che hanno definito i loro bisogni di salute come bisogni socioassistenziali, per tale motivo dovranno essere accolti in strutture accreditate che rispondano maggiormente alle loro esigenze di salute.

Inoltre è utile precisare che la comunità protetta “Le Ginestre” è nata in seguito alla legge 180/1978, quale struttura sostitutiva dell’Ospedale Psichiatrico Rizzeddu. Le tre strutture, inaugurate nel 1998, hanno sopperito alla carenza di strutture dedicate alla accoglienza e alla riabilitazione dei pazienti psichiatrici. Successivamente anche in Sardegna si è proceduto alla apertura delle strutture accreditate e contrattualizzate, dove i pazienti entrano con un progetto terapeutico riabilitativo individuale (PTAI) che prevede dei livelli riabilitativi con un tempo preciso di permanenza in struttura, eventualmente prorogabile, ma sempre monitorato rispetto alle condizioni cliniche del paziente.

Durante la permanenza in struttura, le équipe dei Centri di Salute Mentale (CSM) che Comunità protetta hanno in carico il paziente, elaborano il progetto che si completa con la dimissione, questo per evitare che le strutture possano di nuovo trasformarsi in manicomi.

Ora, in vista delle nuove normative, per la Struttura di Rizzeddu si stanno gettando le basi per una riconversione della stessa che sia più funzionale e rispondente ai bisogni dei pazienti e del territorio e con una mission di accoglienza e assistenza di tipo socio-assistenziale. Nel frattempo però, per i pazienti attualmente ricoverati nella struttura e per i quali l’Uvt ha stabilito un percorso socio-riabilitativo si stanno valutando, in accordo con i Csm, nuovi percorsi in strutture più adeguate del territorio, così come per quelli con una valutazione Uvt di assistenza esclusivamente sociale.

Si sottolinea che per tutti i pazienti che verrà stabilita un’assistenza domiciliare, la stessa verrà garantita dagli operatori che si occupano di salute mentale territoriale.

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