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ATS Sardegna: “Contro di noi accuse false e tendenziose dei medici”

Redazione 22 Aprile 2020 (Ultimo aggiornamento: 22 Aprile 2020) 0 commenti
bando infermieri sardegna ats

ATS Sardegna interviene in merito alle accuse, improprie e prive di fondamento, ricevute dai presidenti degli Ordini dei Medici e di alcuni sindacati dei medici.

In merito alle accuse, improprie e prive di fondamento, messe alcuni giorni fa a nome dei presidenti degli ordini dei medici e di alcuni sindacati, ATS Sardegna ha precisato che tutti i Servizi dell’Azienda hanno ricevuto i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), in quantità proporzionata alla disponibilità delle scorte ed alle forniture che giorno per giorno provenivano dalla Protezione Civile Regionale, e che nelle fasi iniziali dell’emergenza coronavirus, in carenza di scorte nei magazzini, si è reso doveroso e indispensabile definire dei criteri di priorità nella distribuzione a tutela dei reparti che trattano i pazienti positivi (quindi ad alto rischio ed alta priorità di distribuzione) per evitare che questi rimanessero privi di dispositivi. Inoltre, aggiunge l’ATS, la direttiva, che è stata oggetto delle critiche, definiva e si riferiva in modo chiaro ed inequivocabile a meri criteri di priorità nella distribuzione dei dispositivi di protezione e non, come falsamente affermato nel comunicato degli ordini, ai criteri di utilizzazione degli stessi.

“In relazione – continua l’Azienda -, ai criteri di utilizzazione dei dispositivi la direttiva raccomandava di attenersi alle direttive, in materia di DPI, definite dalle competenti autorità (ISS, Ministero Salute, Assessorato Sanità Regione Sardegna). Appare dunque evidente che se gli Ordini Professionali o le OSS ritengono inadeguate le direttive Ministeriali, dell’Istituto Superiore di Sanità o le delibere Regionali, possono e devono rivolgere a queste istituzioni le loro critiche“.

“Tutte le Strutture garantiscono agli operatori che ne avessero necessità (otorinolaringoiatri compresi), la disponibilità dei DPI. Infatti, a tutela degli operatori sanitari, è presente, in ogni struttura, un certo numero di Kit di DPI “centralizzati” che al bisogno possono essere resi immediatamente disponibili. Nella direttiva – prosegue -, per fugare ogni possibile dubbio di comprensione, si ribadiva che “tali criteri (di distribuzione) possono essere rimodulati, dalle Direzioni delle macrostrutture in virtù delle variazioni organizzative attuate ed in base ai consumi reali, appropriati, accertati”.

“Da oltre trenta giorni, in condizioni di emergenza e razionamento di risorse, una equipe multidisciplinare multiprofessionale composta da Medici, Farmacisti, Servizi Professioni Sanitarie, Ingegneri, Analisti, Logistici e Responsabili Servizi Prevenzione e Protezione lavora senza sosta, sabati e domeniche compresi, per garantire, in collaborazione con la Protezione Civile e l’Assessorato Regionale alla Sanità, la distribuzione a tutte le strutture ATS (oltre 500 strutture tra cui 20 ospedali) e ad oltre 1600 tra MMG, PLS e servizi di Guardie Mediche dei dispositivi di protezione e delle tecnologie sanitarie necessarie all’assistenza di tutti i pazienti ed in particolare di quelli Covid+ o sospetti tali”.

“A tutt’oggi i criteri di priorità della distribuzione vengono continuamente aggiornati in funzione della disponibilità e dell’evoluzione della curva epidemiologica. Pertanto si ritiene che le critiche siano ingenerose e prive di fondamento. Dispiace che – conclude l’ATS – in un momento di emergenza sanitaria, dove gli enti pubblici sarebbero tenuti ad agire secondo uno spirito di leale collaborazione, si cerchi artatamente di equivocare la realtà proferendo accuse per fatti inesistenti”.

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