“Un bando che, considerato il comportamento dell’assessore del Lavoro Manca, di ‘solare’ ha solamente il nome. La denuncia di Federalberghi e Fipe è chiara: l’Assessore ‘ha rifiutato il confronto, si è lasciata andare a dichiarazioni irrispettose e andata via sbattendo la porta’. Un atteggiamento inaccettabile per chi riveste un importante ruolo istituzionale, ancor più grave perché ostentato nei confronti di chi rappresenta un settore trainante dell’economia sarda. È indispensabile venire incontro alla richiesta di proroga dell’apertura del bando per un intervento strategico fortemente atteso dal settore”. Così Paolo Truzzu e Cristina Usai, capogruppo e consigliere regionale di Fratelli d’Italia, hanno commentato l’esito dell’incontro tra l’assessore regionale del Lavoro, Desiré Manca, e i rappresentanti di Federalberghi e Fipe sul “Bando Solare”, destinato a supportare le imprese e gli addetti della filiera turistica per le assunzioni di giovani under 35 e disoccupati over 35 per l’anno in corso.
“Nel merito del problema, l’assessore Manca ha dimostrato scarsa attenzione nei confronti delle osservazioni fatte dagli imprenditori turistici, che hanno evidenziato storture e incongruenze del bando, avanzando proposte e soluzioni – ha aggiunto Usai – Il Bando non solo è arrivato in ritardo (26 giugno), ma stabilendo la scadenza in piena stagione estiva (23 luglio) ha creato evidenti e comprensibili difficoltà al settore. Da ciò la legittima e motivata richiesta di posticipare i termini di presentazione delle domande a settembre. Proposta bocciata con arroganza e presunzione”.
“Non è la prima volta che l’assessore Manca utilizza toni e modi assolutamente incompatibili col suo ruolo. La invitiamo a chiedere scusa ai sardi e agli operatori turistici, inoltre suggeriamo alla presidente Todde di regalarle un manuale di bon ton istituzionale, dove sia chiaramente esplicitato che l’Assessorato non è ‘casa sua’, come invece ha tenuto a ribadire durante l’incontro. Un linguaggio degno di quella casta che tanto si vanta di combattere, a parole”, ha concluso Truzzu.













