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Transizione energetica a Fiumesanto: Forza Italia chiede protocolli vincolanti e coinvolgimento istituzionale

Redazione 4 Giugno 2025 0 commenti
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Le segreterie cittadine di Forza Italia di Porto Torres, Sassari e Alghero, guidate rispettivamente dai coordinatori Pierluigi Molino, Cecilia Cherchi e Andrea Delogu, intervengono con decisione sul dibattito in corso riguardante il futuro della centrale termoelettrica di Fiume Santo. “La recente proposta di EP Produzione, che prevede un investimento di circa 1 miliardo di euro per trasformare l’impianto in un hub energetico integrato – basato su gas naturale, idrogeno verde, fotovoltaico e sistemi di accumulo – rappresenta, almeno sulla carta, una straordinaria occasione per il territorio. Secondo il progetto, sarebbero previsti 600 nuovi posti di lavoro nella fase di costruzione e 300 occupati nella gestione dell’impianto”. E’ quanto dichiarano i segretari cittadini di Forza Italia di Porto Torres, Sassari ed Alghero.

Forza Italia sottolinea con forza che “non può esserci alcun nuovo sviluppo se prima non si pone rimedio agli errori del passato. La proposta presentata da EPH mostra ancora troppi punti oscuri e criticità che meritano approfondimento. In particolare, il fulcro dell’investimento sembra essere il nuovo impianto a gas naturale, alimentato da GNL trasportato via nave, soluzione costosa, dipendente da mercati esterni e soggetta a forti instabilità. A ciò si aggiunge la totale assenza di dati tecnici sulle reali capacità energetiche degli impianti previsti (fotovoltaico, idrogeno, accumulo e gas), rendendo impossibile capire quale contributo potranno offrire al fabbisogno della Sardegna, oggi ridotto per la chiusura delle aziende energivore (Alcoa, Euroallumina, Portovesme)”.

“Anche sotto il profilo occupazionale – proseguono i dirigenti territoriali di FI – i numeri non mostrano benefici nel lungo termine: i posti di lavoro in gestione restano gli stessi dell’attuale centrale. L’impianto di idrogeno verde appare come un progetto sperimentale e marginale, mentre altre realtà, come SARAS, stanno già avanzando in questo settore”.

Le segreterie cittadine di Forza Italia hanno presentato un pacchetto di proposte articolato in sette punti:

  1. Impegni certi: serve un protocollo d’intesa vincolante

Forza Italia chiede che ogni sviluppo futuro sia preceduto da un protocollo d’intesa formale, sottoscritto da: EP Produzione, Regione Sardegna, Comune di Porto Torres, Comune di Sassari, Comune di Alghero, Provincia (Città Metropolitana di Sassari) e Ministeri competenti. Tale protocollo dovrà fissare con chiarezza: gli impegni occupazionali promessi, che devono essere verificabili, trasparenti e garantiti nel lungo termine; e soprattutto l’obbligo di garantire una riduzione strutturale dei costi energetici per cittadini, famiglie e imprese locali. Non è più accettabile che un territorio produttore di energia debba continuare a subire costi superiori rispetto al resto del Paese.

  1. Bonifiche ambientali: condizione non negoziabile 

Prima di parlare di transizione ecologica, è essenziale riqualificare l’area fronte mare adiacente alla centrale, Forza Italia pretende l’eliminazione immediata degli impianti dismessi – oleodotto e carbodotto – che giacciono in stato di abbandono e costituiscono un grave ostacolo ambientale e paesaggistico. È necessario procedere con la bonifica e la dismissione dell’oleodotto che, partendo dall’area di pompaggio interna al sito ENI, attraversa il litorale fino alla centrale termoelettrica di Fiume Santo, così come già avvenuto per i gruppi GR1 e GR2, ormai dismessi perché alimentati da quel tipo di combustibile. Lo stesso intervento è richiesto per il carbondotto, anch’esso obsoleto e non più funzionale. Il territorio ha già pagato a caro prezzo l’industrializzazione selvaggia del secolo scorso. Non possiamo permettere che nuove opere si realizzino sulle fondamenta di una mancata bonifica. Serve una rigenerazione ambientale completa, che restituisca dignità al litorale e sicurezza alla comunità.

  1. Recupero e valorizzazione della fascia costiera

Uno degli obiettivi prioritari è la liberazione di circa 2 chilometri di costa, oggi interdetta e inaccessibile, per restituirla alla cittadinanza e ai visitatori. Tale operazione rappresenta un intervento strategico per il rilancio turistico del territorio, coerente con un nuovo modello di sviluppo sostenibile. La visione di Forza Italia prevede: la trasformazione del litorale in un’area fruibile, con spiagge attrezzate, percorsi pedonali, spazi per attività ricreative e servizi balneari accessibili a tutti; un modello di uso sostenibile del patrimonio costiero, in grado di coniugare tutela ambientale, inclusione sociale e attrattività turistica.

  1. Spostamento dell’impianto e nuova configurazione energetica

Il trasferimento verso l’interno di almeno 300 metri degli impianti previsti da EPH risponderebbe non solo a una richiesta politica e territoriale di liberazione della fascia costiera, ma anche alle disposizioni del Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna, che vieta nuove edificazioni nei primi 300 metri dal mare e impone il recupero paesaggistico delle aree costiere compromesse. È dunque fondamentale che la riconversione energetica avvenga nel pieno rispetto della “legge salvacoste”, liberando porzioni di litorale oggi occupate da infrastrutture obsolete e restituendole alla comunità, in coerenza con i principi di sostenibilità e valorizzazione ambientale sanciti dallo stesso PPR. Il trasferimento della centrale di circa 300 metri verso l’interno permetterebbe di: eliminare le interferenze dirette con le aree balneabili; aumentare la sicurezza operativa e ambientale dell’impianto; e favorire l’integrazione con fonti rinnovabili, riducendo l’impatto ambientale complessivo.

  1. Obblighi ambientali permanenti e monitoraggio locale

Forza Italia chiede l’introduzione di precisi obblighi ambientali a carico del gestore dell’impianto: il rilascio e la verifica periodica dei certificati verdi; la creazione di fasce di mitigazione ambientale, tramite la piantumazione di aree verdi attorno agli impianti; un sistema di controllo ambientale partecipato, con il coinvolgimento di enti locali e cittadini. La riconversione dell’area di Fiume Santo deve inserirsi all’interno di un Piano di sviluppo sostenibile, fondato su tre cardini interdipendenti e inscindibili: Tutela dell’ambiente, Sviluppo economico, Coesione e benessere sociale. Nessuno di questi elementi può prescindere dagli altri: solo il loro equilibrio garantisce un futuro equo, produttivo e vivibile. A tale scopo, Forza Italia richiama l’importanza di una governance partecipata, che coinvolga cittadini, imprese, forze politiche, sindacati e associazioni nella costruzione delle scelte strategiche per il territorio. Lo strumento per rendere possibile tutto questo è un Piano condiviso e vincolante, capace di trasformare la transizione energetica in un’occasione di crescita, equità e rigenerazione per l’intera comunità.

  1. Un’azione politica territoriale condivisa

Forza Italia propone la nascita di una cabina di regia politico-istituzionale permanente, con il coinvolgimento di: Regione Sardegna, i Comuni di Porto Torres, Sassari, Alghero, le Università sarde, le rappresentanze datoriali e sindacali. L’obiettivo è quello di creare un modello di sviluppo integrato, in grado di: rigenerare l’area industriale e portuale, rilanciare il settore turistico, favorire occupazione stabile e qualificata e stimolare investimenti pubblici e privati. In tal senso, Forza Italia impegna ufficialmente il Sindaco di Porto Torres, Massimo Mulas, il Sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia e il Sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto, a farsi portavoce congiunti di questa visione territoriale, presso tutte le sedi istituzionali.

  1. Sì allo sviluppo, ma con regole. Sì al futuro, ma con memoria

Forza Italia non è pregiudizialmente contraria alla ricerca e allo sviluppo delle nuove tecnologie energetiche, incluso il nucleare di nuova generazione, ma ritiene che qualsiasi ipotesi in tal senso debba essere valutata con trasparenza, coinvolgendo i territori e tenendo conto della vocazione ambientale e sociale della Sardegna. Prima di pensare a soluzioni ancora in fase sperimentale e con impatti complessi da gestire, è fondamentale completare un percorso realistico e sostenibile, basato su dati certi, fabbisogni reali e rispetto del paesaggio. La proposta di decarbonizzazione e riconversione della centrale di Fiume Santo può diventare un esempio virtuoso di transizione ecologica, sviluppo economico e risanamento ambientale. Ma solo se costruita con responsabilità, trasparenza e partecipazione. Porto Torres, Sassari e Alghero non possono più essere considerate aree di sacrificio. Il territorio deve rimanere agibile, vivibile e produttivo per le generazioni presenti e future.

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