“La riforma dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77/2022 rappresenta un passaggio fondamentale verso una sanità più vicina ai cittadini, attraverso l’attivazione delle Case e degli Ospedali di Comunità. Tuttavia, mentre l’Assessore regionale alla Sanità annuncia l’avvio della fase sperimentale in Sardegna, occorre evidenziare che una sperimentazione concreta è già in atto da tempo, precisamente nel centro di Ploaghe”. Lo dichiara Piero Maieli, consigliere regionale di Forza Italia.
“Reputo importante segnalare che con Deliberazione del Direttore Generale della ASL n° 1 di Sassari, la n. 13 dell’8 gennaio 2024, è stato ufficialmente attivato il Presidio Sanitario di assistenza primaria a degenza breve, che svolge attività di Ospedale di Comunità di Ploaghe, con un suo Documento Operativo che risponde pienamente ai criteri organizzativi e funzionali dettati dal DM 77/2022. Il nostro Assessore – sottolinea Maieli – dovrebbe ben sapere che i risultati ottenuti dal presidio sono molto significativi: miglioramento dei tempi di risposta per i pazienti cronici, riduzione degli accessi impropri al Pronto Soccorso, incremento dell’aderenza terapeutica grazie al coinvolgimento dei medici di medicina generale e degli infermieri di comunità, venendo a creare un modello di prossimità apprezzato dai cittadini e sostenibile per il sistema sanitario”.
“È sorprendente che, nonostante questi risultati, la struttura passi inosservata nelle comunicazioni ufficiali del nostro Assessore, che continua a presentare la riforma come “sperimentale”, mentre ciò che propone, in Sardegna esiste già, ed è una realtà consolidata. E’ evidente che questo comportamento sollevi forti interrogativi sulla coerenza tra le dichiarazioni istituzionali – continua il consigliere regionale forzista – e le realtà operative esistenti, come se in Assessorato non si sapesse neanche cosa si stia facendo in questo campo, a livello regionale”.
“Il rischio è evidente, si andrebbe a depontenziare le buone pratiche locali, a vantaggio di chissà chi, favorendo sia duplicati, ma anche incrementando i costi, con l’inevitabile compromissione dell’efficacia e della tempestività della stessa riforma. Riconoscere il lavoro che si sta svolgendo a Ploaghe non è solo un atto dovuto, ma è anche un’opportunità per costruire una riforma condivisa, realistica e basata sull’evidenza”.
“L’incoerenza tra i dati sul campo e la narrazione istituzionale rischia di disorientare i professionisti sanitari e disilludere i cittadini. Per una vera sanità di comunità serve una regia trasparente, coordinata e rispettosa delle eccellenze già avviate nel territorio. Ploaghe – conclude Maieli – non è un’eccezione da ignorare, ma un esempio da cui ripartire”.

