Piero Maieli, consigliere regionale di Forza Italia
Il consigliere regionale Piero Maieli, del Gruppo di Forza Italia, interviene sui continui e ripetuti interventi della consigliera regionale Desirè Manca (M5S) in merito alla presunta mancanza di interventi tempestivi per le cure palliative e per i malati di SLA in Sardegna.
“La SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica – dichiara Maieli – è una patologia gravissima che merita rispetto, competenza e rigore istituzionale e proprio per questo riteniamo doveroso ricordare che l’assistenza ai pazienti affetti da malattie inguaribili è disciplinata dalla Legge 38/2010 sulle cure palliative e terapia del dolore, che trova attuazione nell’organizzazione sanitaria regionale attraverso le ASL e i servizi domiciliari specialistici”.
“In Sardegna, équipe multidisciplinari garantiscono visite domiciliari settimanali e – precisa il consigliere forzista – quando necessario anche più frequentemente, ma sempre nel rispetto delle priorità cliniche e delle urgenze individuali. Nessun paziente viene lasciato solo ed intervenire, con leggerezza comportamentale, significa mettere in discussione il lavoro quotidiano di medici, infermieri e tecnici che operano in condizioni già complesse e nel rispetto di procedure amministrative obbligatorie”.
“È grave che per cercare consenso si voglia accreditare l’idea che basti una telefonata “alla persona giusta” per accelerare la consegna di un dispositivo sanitario perché, se così fosse ed i suoi ripetuti interventi presso diversi pazienti lo fanno intendere, si legittimerebbe un sistema parallelo che altera le priorità cliniche e sottrae strumenti a chi li attende nel rispetto delle graduatorie e delle procedure”.
“Un ‘CUP personale’ non è una medaglia – ribadisce Maieli – è un cortocircuito istituzionale che in un paese civile non dovrebbe esistere. La sanità pubblica non può funzionare per intercessioni individuali, perché ricordiamo che il rispetto delle regole tutela tutti, soprattutto i più fragili ed intervenire in casi cosi drammatici è un esercizio pericoloso e profondamente inopportuno”.
L’on. Maieli si chiede come simili comportamenti possano conciliarsi con i principi di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione e con l’etica istituzionale che dovrebbe guidare chi rappresenta le istituzioni.

