Nel cuore di Sassari, lungo la direttrice di Corso Vico, sopravvive uno dei simboli più significativi della città medievale: la Torre di Sant’Andrea. Un tempo presidio strategico delle mura cittadine, oggi questo manufatto storico torna al centro del dibattito pubblico per il suo stato di abbandono e per la richiesta, avanzata dal Coordinamento cittadino Riformatori Sardi, di un intervento urgente di riqualificazione.
“Per comprendere il valore della Torre di Sant’Andrea – dichiara Michele Saba, Coordinatore cittadino dei Riformatori – è necessario inserirla nel contesto della cinta muraria cittadina, uno degli elementi più importanti dello sviluppo urbano medievale sassarese. Le mura, costruite a partire dal XIII secolo, racchiudevano il centro abitato e la Torre di Sant’Andrea rappresenta uno dei simboli della Sassari medievale e della sua autonomia comunale, che vigilava su una delle porte principali della città”.
“Nonostante il suo valore storico – denuncia Michele Saba – la torre versa oggi in condizioni critiche. Segni di incuria, rifiuti e atti vandalici ne compromettono l’immagine e la fruibilità. Una situazione che si protrae da tempo e che riflette un problema più ampio legato alla tutela del patrimonio storico cittadino”.
Da qui la richiesta, da parte dei Riformatori, di un intervento immediato: “Chiediamo il ripristino delle porte ormai divenute ricettacolo di ogni genere di immondizia e una puntuale pulizia delle scritte che deturpano la facciata”.
Ma l’appello non si limita alla manutenzione. Saba propone anche una visione più ampia, che coinvolga direttamente la comunità: “Sarebbe molto bello coinvolgere la cittadinanza su come valorizzare la torre con un concorso di idee che coinvolga le migliori menti della città. Sassari – conclude Saba – ha una gloriosa storia: difendiamola e valorizziamola”.

