Passa al contenuto
cropped-Testata-nuovo-sito-Tamburino_4.png
Menu principale
  • Politica
    • Politica – Sassari
    • Politica – Alghero
    • Politica – Porto Torres
  • Sardegna
  • Sassari
  • Alghero
  • Porto Torres
  • Eventi
  • Istruzione
  • Economia
  • Opinioni
  • Sport
Pulsante chiaro/scuro
  • Opinioni

Dirsi di sinistra è più semplice che esserlo. Sassari e la crisi della coerenza

La giugghitta chiacchierona 25 Luglio 2025 0 commenti
piazza d_italia sassari

In città, in molti si dichiarano di sinistra. È un dato culturale, persino storico. L’identità progressista, o pseudo progressista, se non addirittura conservatrice, antifascista, popolare è parte del tessuto civile sassarese, alimentata dal ruolo dell’università, dalle lotte studentesche, poche per la verità, dalla memoria operaia e contadina dello scorso secolo. Eppure, a guardare bene la realtà urbana, è lecito chiedersi: che cosa resta oggi, a Sassari, della prassi di sinistra? Dove sono le scelte radicali, i conflitti assunti, la coerenza tra i valori dichiarati e le politiche praticate?
La sensazione, sempre più diffusa anche tra gli elettori ormai disillusi , è che dirsi di sinistra sia diventato più semplice – e meno impegnativo – che essere di sinistra. La differenza non è semantica: è politica.

Nel dibattito pubblico locale, almeno di quel poco che rimane del dibattito, che sino a qualche anno fa faceva perno sull’intellighenzia locale, la sinistra attuale, tende a rifugiarsi in ambiti simbolici e identitari. La presenza alle manifestazioni del 25 aprile o l’adesione formale alle giornate per i diritti di qualunque genere, o per le discriminazioni è costante. Meno costante, però, è l’azione concreta sui fronti caldi della giustizia sociale: diritto alla casa, lotta alla povertà, redistribuzione delle risorse, spazi pubblici, partecipazione popolare. Tutte questioni ridotte a slogan. E tra gli slogan ad effetto non passa mai di moda il centro storico che al di là delle buone o cattive intenzioni delle amministrazioni è ormai nelle mani di bande di extracomunitari  che seppure con qualche maggiore difficoltà continuano la loro azione di spaccio.

Una sinistra coerente dovrebbe mettere al centro il lavoro e la dignità delle persone. Eppure, su questo piano, la città è muta. I dati parlano chiaro: Sassari perde residenti, giovani e reddito. L’occupazione stabile diminuisce, la precarietà dilaga nel terzo settore, nella ristorazione, nei servizi. Intanto, la retorica dello “sviluppo” è spesso declinata in chiave edilizia o commerciale. Tutto si risolve con aree mercatali autorizzate a macchia di leopardo senza una programmazione precisa.

Le politiche sociali? Spesso ridotte a gestione dell’emergenza: bandi per l’assistenza con fondi solo ed esclusivamente nazionali o regionali, graduatorie per l’accesso ai contributi. Manca una visione organica. La Casa della Fraterna Solidarietà, ad esempio, da anni colma le lacune del pubblico con risorse limitate e volontariato, mentre le istituzioni mantengono un profilo basso. Un’amministrazione di sinistra dovrebbe forse interrogarsi di più su questa delega tacita al privato sociale. Alimentata da piccoli contributi e tanta presenza delle autorità politiche.

Altro nodo critico è il tema della marginalità. A Sassari vivono decine di persone senza casa, spesso in condizioni sanitarie e sociali gravi. Eppure, le politiche sul decoro urbano – anche in epoca di giunte progressiste – tendono a invisibilizzarle, più che a tutelarle. E in questo caso non c’è distinzione tra sassaresi ed extracomunitari. Pochissime voci si levarono contro, anche tra chi si professa ‘vicino agli ultimi’.
La stessa distanza si nota rispetto ai quartieri popolari. Luoghi come Latte Dolce, Santa Maria di Pisa, Monte Rosello continuano a essere poco rappresentati. Scarsa igiene pubblica e zero sicurezza sociale.

Ma il punto forse più critico è che una parte della sinistra sassarese, che forse si è rassegnata, ha smesso di agire come forza trasformativa. Amministra, gestisce, comunica, ma non cambia. Per timore di perdere consenso o per calcolo politico, evita lo scontro. Non sfida i poteri locali nemmeno quelli più palesi, anzi cerca alleanza, e accetta i limiti del sistema come dati immutabili.
Si parla di attrattività, turismo, innovazione, ma senza mai toccare il cuore della questione: a chi servono davvero queste politiche? E chi resta indietro?

Sassari non ha bisogno di una politica che ripete formule vuote. Ha bisogno di una classe dirigente che torni a costruire: casa, scuola, lavoro, dignità. Che sappia dire dei no netti. Che assuma il conflitto come strumento democratico. Che agisca a partire dai bisogni reali e non dalle convenienze del momento.
Perché dirsi di sinistra o di quelle parti è facile. Essere di sinistra, a Sassari come altrove, significa scegliere ogni giorno da che parte stare. E pagarne il prezzo. Cosa che pare non stia facendo.

Condividi questo articolo:
centro storico sassari

Navigazione articolo

Precedente: Calcio: l’ASD Centro Storico Sassari completa l’iscrizione ed è pronta per la nuova stagione in Seconda Categoria
Successivo: ERSU Sassari: pubblicato il bando per borse di studio e servizi abitativi. Aperta la procedura online per le domande

Articoli correlati

terreno-eurospin-sassari
  • Opinioni

Sassari, uliveti che scompaiono e silenzi che pesano

Antonello Sassu 4 Aprile 2026 0
aeroporto olbia
  • Opinioni

Privatizzazione e gestione unica degli aeroporti sardi: il centrosinistra che governa la Regione si riscopre ultra-liberista

Luigi Todini 4 Aprile 2026 0
Campo-calcio-pallone
  • Opinioni

Il calcio che delude e quello che resiste: una questione di scelte

Antonello Sassu 2 Aprile 2026 0

Ultime notizie

torre sant_andrea sassari

Sassari, la Torre di Sant’Andrea tra storia e degrado: l’appello dei Riformatori Sardi

Redazione
11 Aprile 2026
Tyra grant

Forte Village Tennis Project, Tyra Caterina Grant domani in finale nel singolare del secondo dei sei ITF Combined

Redazione
11 Aprile 2026
Dessì - Pischedda - Aprile

Certamen “Andrea Blasina”, i vincitori della decima edizione disputata al Liceo Azuni di Sassari

Redazione
11 Aprile 2026
GIOVANI IMPRENDITORI CONFARTIGIANATO

Restanza artigiana: la Sardegna scelta dagli under 35 che hanno deciso di restare o tornare sul territorio per fare impresa

Redazione
11 Aprile 2026
Confcommercio incontro

Confcommercio Nord Sardegna, la sfida della nuova comunicazione per le imprese del territorio

Redazione
11 Aprile 2026

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Sassari n° 8252/2019 del 06.08.2019

Direttore Responsabile: Luca Torturu

Editore: Associazione di Promozione Sociale Ilion

Hosting Provider: Aruba S.p.a. - via San Clemente, 53 - 24036 Ponte San Pietro (BG) - P.IVA 01573850516

Contatti: info@iltamburino.it - redazione@iltamburino.it

  • Redazione
  • Privacy
  • Note legali
Il Tamburino Sardo | Copyright © 2026 | ReviewNews di AF themes.
Questo sito utilizza cookies tecnici e di profilazione, propri e di terze parti per consentire la corretta navigazione. Proseguendo la navigazione, facendo scorrere lo schermo, o confermando tramite il tasto "Ok" ne accetti l'utilizzo. Se vuoi saperne di più e leggere come disabilitarne l'uso, seleziona il tasto "Maggiori informazioni".